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prignano 

Collezionista di ossa: analisi sui reperti sequestrati in casa

Carlo Gregori

I carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio stanno già procedendo  per accertare se sono umani i resti detenuti dal 30enne

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Il Nucleo Tutela Patrimonio Artistico di Bologna conferma le indagini in corso sullo strano caso del "collezionista di ossa" di Prignano e aggiunge che sono in corso accertamenti spettrografici e di laboratorio per stabilire se le ossa sono realmente umane. Lo ha spiegato brevemente il comandante, maggiore Giuseppe De Gori, a margine dell'incontro in Procura sulla tela del Guercino restaurata, aggiungendo che sullo sconcertante ritrovamento, unico nel suo genere nella nostra provincia, è probabile una conferenza stampa specifica al termine delle indagini.

Di sicuro si sa solo che sono in corso indagini sul trentenne di Prignano che deteneva nella sua abitazione e nel suo garage due teschi e un numero elevato di tibie e altre ossa umane, reperti posti sotto sequestro la scorsa settimana ad opera dei carabinieri del Nucleo Artistico al termine di un blitz. Massimo riserbo invece sulle circostanze che hanno portato al macabro ritrovamento. Né si sa ancora a che titolo il prignanese collezionava resti umani nella sua abitazione, soprattutto se era autorizzato a farlo: per legge, resti umani si possono conservare in casa solo se solo a scopo scientifico o di studio (medicina, archeologia e altro) ma con una specifica autorizzazione altrimenti si cade nel reato di "traffico e detenzione di resti umani".

Il trentenne li deteneva ma, come detto, i suoi scopi sono ancora adesso misteriosi. Se è possibile che li tenesse a scopo di studio, non si può neppure escludere che li collezionasse per attività meno "nobili" se non dissacratorie, per necrofilia o satanismo.

Il commercio di ossa e teschi umani è in realtà fiorente in tutto il mondo grazie agli annunci on-line che permettono la spedizione discreta di materiale trafugato dai cimiteri o dai laboratori destinandolo a pervertiti e anche semplici appassionati di anatomia.

Questo macabro commercio è cresciuto in maniera impressionante perché permette enormi margini di lucro. Secondo un recente studio presentato nel corso di una operazione condotta in agosto dai carabinieri a Milano - all'Ups vennero trovati dei teschi spediti all'estero - un teschio che il tombarolo vende a 100 euro finisce per essere acquistato dal "collezionista di ossa" a 600 euro. —



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