Gazzetta di Modena

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operazione tarantella 

Gestiscono le aree di servizio e truffavano l’Autobrennero

Francesco Dondi

La Finanza denuncia 12 persone legate agli autogrill Hermes Non facevano scontrini o ne emettevano di fasulli per non pagare le royalties

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“Giornata rossa” o “giornata verde” erano i segnali in codice per scontrinare regolarmente oppure raggirare il fisco e truffare Autobrennero. Dodici persone sono infatti indagate a vario titolo per dichiarazione fiscale fraudolenta, truffa aggravata ai danni dello Stato, corruzione e autoriciclaggio dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Trento e dalla Polizia di Stato del Compartimento Polizia Stradale di Bolzano, nel corso dell’operazione “Tarantella”, che ha visto l’esecuzione di una cinquantina di perquisizioni in tutta Italia e di un provvedimento di sequestro preventivo per oltre un milione di euro emesso dal Gip del Tribunale di Trento.

Si tratta dei referenti della catena di autogrill Hermes che ha in gestione anche “Campogalliano Est”. E il raggiro è stato quantificato in 1,2 milioni di euro, raccolti in contanti o tramite il mancato pagamento delle royalties ad Autobrennero.

Il sistema era oliato ed è stato accertato nel periodo gennaio 2017-dicembre 2018. Va detto che ogni gestore di autogrill ha un contratto di subappalto con l’A22 a cui deve una parte degli incassi: il 5% sui prodotti tipici locali, il 49% sul resto o addirittura nulla è dovuto per Cd musicali, libri, riviste e generi di monopolio. Il trucco messo in atto dalla famiglia che di fatto gestisce gli Hermes prevedeva due azioni: nei momenti di maggior afflusso di clientela - e grazie anche ad accordi con alcune compagnie di viaggio che sostavano con i turisti - venivano sistematicamente elusi gli scontrini oppure venivano contabilizzate spese per prodotti diversi da quelli effettivamente acquistati proprio per sfruttare al meglio i vantaggi delle royalties.

E la Finanza, in alcuni controlli, ha potuto accertare come accanto alla cassa vi fosse una speciale luce che segnalava agli operatori come agire. Perché Autobrennero, temendo il raggiro, aveva inviato alcuni ispettori a verificare come operavano gli addetti alle casse degli Hermes. E almeno in un’occasione viene captata dalla Finanza una conversazione telefonica piuttosto esplicita in cui una delle indagate lamentava che “quelli di Autobrennero hanno preso a Nogaredo Est una ragazza che non batteva scontrini”.

Le indagini, che proseguiranno, puntano anche ad acclarare se le informazioni circa le giornate in cui il personale della societa Autobrennero svolgeva i propri controlli venivano comunicate da dipendenti infedeli della societa stessa; sono anche in corso approfondimenti per valutare l’estensione del sistema truffaldino in tutti i punti vendita della societa indagata, che hanno sede in sette regioni (dove ci sono state perquisizioni), e sono collocati anche in strutture pubbliche ospedaliere. —

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