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Il Guercino restaurato torna a Modena ma prima verrà esposto al Quirinale

Carlo Gregori
Il Guercino restaurato torna a Modena ma prima verrà esposto al Quirinale

Dal 3 maggio in mostra nel palazzo presidenziale, da luglio di nuovo in città, cinue anni dopo il clamoroso furto dalla chiesa di San Vincenzo: alla Galleria Estense e poi in San Vincenzo

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MODENA. A cinque anni dal clamoroso furto in San Vincenzo la tela del Guercino “Madonna col Bambino e i santi Giovanni Evangelista e Gregorio Taumaturgo” tornerà a Modena. Prima, però, passerà per Roma. Dal 3 maggio sarà esposta in una mostra al Quirinale in occasione dei 50 anni dalla fondazione del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico, il reparto speciale dei carabinieri che ha indagato e l’ha recuperata.

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Solo dopo il 4 luglio, al termine dell’esposizione, tornerà in città. La tela sarà esposta prima alla Galleria Estense accanto ad altre opere del grande pittore centese e poi tornerà in San Vincenzo. Questa volta dopo aver adeguatamente predisposto misure di allarme e sicurezza, anche grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio. È quanto è stato spiegato ieri nel corso di una conferenza stampa in Procura in presenza del sindaco Gian Carlo Muzzarelli e del procuratore capo Lucia Musti, insieme al tenente colonnello Stefano Nencioni e al maggiore Giuseppe De Gori, comandante del Nucleo carabinieri tutela patrimonio culturale di Bologna.

È questa la «notizia insolita e molto bella» - come ha annunciato la Musti ringraziando l’ambasciatore Roberto Natali per l’aiuto - che chiude un caso di furto che aveva lasciato stupiti per più motivi. Il restauro, come confermato dal maggiore De Gori, è quasi completato: gli esperti dell’Istituto nazionale di restauro di Roma hanno completato il lavoro e tra poco la tela sarà portata nel palazzo presidenziale per l’allestimento della mostra in onore di questo gruppo di carabinieri, unico nel suo genere, che da mezzo secolo riesce a proteggere e a recuperare un patrimonio artistico tra i più importanti del mondo.

La tela, si ricorderà, fu rubata in un momento sconosciuto tra l’11 e il 14 agosto 2014 dalla chiesa di San Vincenzo. Dopo un lungo periodo di indagini infruttuose, emerse una verità sconcertante da Casablanca. La Procura della metropoli marocchina annunciò di aver arrestato alcuni ricettatori che avevano provato a venderla a un ricco collezionista di arte europea.

Questi però aveva avvisato la polizia ed era scattata la trappola. In seguito, il pm Claudia Ferretti individuò il ladro della tela in Moustapha Tahir. Anche in questo caso emerse una verità sorprendente: Tahir abitava nello stesso palazzo comunicante con la chiesa, sul lato di via Gherarda.

Tahir confessò, evitando l’estradizione in Marocco dove rischiava fino a vent’anni di carcere, e poche settimane fa ha chiuso la sua posizione con un patteggiamento di due anni, pena sospesa, e una multa. Il caso però fece emergere un terzo aspetto sconcertante. La tela era stata rubata in San Vincenzo dove era stato installato da poco un sistema d’allarme nuovissimo regalato dalla Fondazione e rimasto spento.

Proprio per questo motivo, ieri il sindaco di Modena e Simona Roversi, direttrice dell’Ufficio Diocesano Beni Culturali, hanno spiegato che la ricollocazione nella chiesa avverrà al termine di un percorso progettuale condiviso tra Comune e Curia che terrà conto della sicurezza dell’opera, con il coinvolgimento della Fondazione alla quale è già stato chiesto un contributo.

«Con la Curia - ha spiegato Muzzarelli - stiamo ragionando un percorso già impostato per essere pronti quando la tela tornerà a Modena. Lo scopo è mettere la tela del Guercino a disposizione dei turisti alla Galleria Estense e poi dei fedeli in San Vincenzo».

Sul restauro, il maggiore De Gori ha spiegato che il recupero della tela è stata condotto in modo scientifico e appropriato con buoni risultati, considerando quant’era rovinata al momento del recupero a Casablanca: il ladro l’aveva arrotolata e spedita su un bus; per questo sono rimaste profonde crepe di pittura a strisce. —

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