Iris pioniere ambientale della ceramica produrrà piastrelle “a emissioni zero”
Con un investimento di 3 milioni di euro sono stati abbattuti totalmente gli odori e ridotti al massimo i fattori inquinanti
I nemici si chiamano COV, Composti Organici Volanti, e sono difficili da debellare perché basta una molecola minima per scatenare odori insopportabili per il naso umano. Chi produce ceramica lo sa bene perché le emissioni odorigene e inquinanti sono nel mirino non solo degli ambientalisti e dei residenti nelle zone di produzione ma di chiunque abbia a cuore l’ambiente, la salute, il futuro del pianeta. Lo sa bene anche la proprietà del Gruppo Iris Ceramiche, Romano Minozzi e la figlia Federica, che da sempre hanno fatto della sostenibilità ambientale un principio irrinunciabile dell’attività di imprenditori. E ieri Federica Minozzi, alla presenza del governatore regionale Stefano Bonaccini, ha dato l’annuncio sognato da anni: «Emissioni zero per gli odori» dai camini della ceramica Granitifiandre di Castellarano, in territorio reggiano ma controllata dal Gruppo Iris che a Fiorano ha la propria sede e la produzione che dà il nome alla stessa holding.
Emissioni zero in termini di COV, dunque di odori, che da tempo avevano scatenato le proteste del comitato locale, ma emissioni bassissime anche per altri fattori inquinanti. La stessa Università degli studi di Milano, ieri rappresentata dalla prof. Claudia Letizia Bianchi, certifica che Granitifiandre, a differenza delle altre realtà produttive del settore che si limitano nei casi migliori a rispettare i limiti di legge, si colloca a livelli nemmeno lontanamente paragonabili con emissioni modestissime e ulteriori investimenti previsti per arrivare allo zero assoluto.
Il governatore Bonaccini, il sindaco Zanni di Castellarano e il rappresentante del comitato locale Franchini hanno evidenziato come Romano e Federica Minozzi si siano confermati autentici pionieri per la determinazione, e la volontà di investire tre milioni di euro, che hanno portato a un risultato di «valore straordinario che è auspicabile sia imitato da tante altre imprese».
Federica Minozzi ha voluto ricordare l’impegno dell’azienda per il rispetto dell’ambiente con la produzione di Active, una piastrella antibatterica al biossido di titanio, indicata soprattutto per i pavimenti di ospedali e centri benessere: «Una produzione - ha detto l’Ad del Gruppo - che dopo anni va tuttora in perdita ma noi, come sempre, non molliamo e insistiamo nelle cose in cui crediamo. E la stessa determinazione l’abbiamo dimostrata con questa tecnologia “Emissioni zero”. Abbiamo continuato a i nvestire anche dopo i fallimenti dei precedenti tentativi. Ancora all’ultimo Cersaie eravamo lontani dai risultati di oggi. Ci sono stati momenti difficili ma il risultato è stato raggiunto».
La tecnologie sperimentate in precedenza portavano sempre a trasferire i fattori inquinanti in altri elementi, per esempio l’acqua, e restava sempre il problema dello smaltimento. La soluzione è stata individuata bruciando le sostanze odorigene.
«Tra le numerose soluzioni valutate - dicono i tecnici del Gruppo Iris - è stata scelto un impianto a “combustore con recupero termico rigenerativo” che lavora in modo specifico sui fumi in uscita dal forno a temperature intorno ai 900°C, assicurando altissime efficienze in termini di abbattimento delle molecole organiche volatili ancora presenti nei fumi, odori compresi. Un investimento economico importante che ha permesso di dotare il sito di Castellarano di tre impianti, il primo funzionante da settembre 2018» .
Ma il Gruppo Iris non ha intenzione di fermarsi e si trova decisamente a proprio agio nei panni del pioniere ambientale, se così si può definire.
Con l’Università di Milano e i propri tecnici locali la ricerca prosegue per l’abbattimento dei livelli di anidride carbonica emessa nell’aria. Si sa che la CO2 non è considerata inquinante ma è ritenuta responsabile delle inquietanti variazioni climatiche. Non è escluso che presto il Gruppo Iris possa annunciare esiti importanti anche in questo delicato settore.
«Mi ha sempre dato fastidio - ha concluso Federica Minozzi - quando accadeva che la concorrenza ci copiasse. Ma ora, e ovviamente è la prima volta, devo dire che invece spero tanto che le altre industrie ceramiche possano copiarci e adottino questa soluzione che siamo riusciti a realizzare». —
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