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Stanchezza alla guida: scoprire i primi segnali con occhiali speciali

Gabriele Farina

Premiato lo studio di Mara Tonietti, il lavoro con la Maserati  per incrementare il livello di sicurezza di chi è al volante 

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Occhi attenti alla guida…e al conducente. La neodottoressa Unimore Mara Tonietti è stata premiata a Roma per gli studi sul monitoraggio da stress al volante.

A Palazzo Barberini la 26enne laureata magistrale con lode in Ingegneria meccanica ha vinto il riconoscimento per la tesi “Analisi del workload attraverso strumenti di human monitoring durante test di guida simulata”. Il workload è lo stress mentale, per human monitoring s’intende il monitoraggio dei parametri vitali. Un’azione svolta solitamente in ospedale, ma che Tonietti ha voluto approfondire in un campo nuovo. «Ho deciso di approcciarmi a questo tema perché ho iniziato a lavorare per la Maserati – ha spiegato la premiata – e c’era l’interesse di migliorare i sistemi di assistenza alla guida per migliorare la sicurezza stradale. Così mi sono appoggiata all’università per la ricerca». I test sono stati compiuti su simulatore perché «la disattenzione e il sovraccarico mentale possono essere pericolosi su strada».

Occhialini speciali chiamati eye tracker monitorano parametri quali l’apertura della pupilla per comprendere lo stato d’animo del guidatore. Un guidatore che pian piano potrebbe smaterializzarsi per lasciare posto al computer.

«Il mio studio è un passo intermedio e necessario per la guida autonoma – dice – perché prima di passare a una vettura totalmente autonoma serviranno sistemi di assistenza alla guida come questi». Uno scenario futuro che intravvede anche la relatrice della tesi Margherita Peruzzini, docente Unimore di Disegno e metodi dell’ingegneria industriale.

«Il dispositivo può essere utilizzato per comprendere come sono percepiti i comportamenti in macchina – ha assicurato la professoressa – e si possono pensare a segnali di allerta visivi e sonori, monitorando cosa disturba e interferisce. Vi sono interferenze ancora poco studiate, come quelle relative alla lettura del navigatore o alla risposta a una telefonata con il vivavoce».

Una sfida da superare è la miniaturizzazione dei dispositivi che analizzano i parametri vitali. «Il riconoscimento conferito a una nostra neolaureata da un’azienda così importante a livello mondiale e in una cornice così prestigiosa ci riempie di orgoglio – ha concluso Massimo Borghi, direttore del dipartimento d’Ingegneria Enzo Ferrari – e ci dà la conferma che stiamo andando nella giusta direzione per formare giovani con competenze ai massimi livelli, che sappiano essere altamente competitivi a livello globale». —



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