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SOLIERA 

Il bazaar dei dopanti: Rovatti patteggia due anni e mezzo

Il bazaar dei dopanti: Rovatti patteggia due anni e mezzo

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SOLIERA. Due anni e sei mesi di carcere per Enrico Rovatti, 36 anni, solierese, conosciutissimo culturista e personal trainer della materia ; due anni (con la condizionale) alla sua compagna Melissa Pagan. Hanno patteggiato queste pene, assistiti dall’avvocato Marco Pellegrini, ieri davanti al giudice Paola Losavio chiudendo così il loro capitolo nell’inchiesta in corso per il reato di “utilizzo o somministrazione di farmaci o di altre sostanze al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti”. Rovatti è il solierese al centro del clamoroso caso nazionale di anabolizzanti procurati via internet, smerciati e stoccati che ha spinto i carabinieri di Modena a compiere un blitz a casa sua in gennaio scoprendo ben 72mila articoli vari inquadrabili all’interno di questa inchiesta: farmaci dopanti, pomate, steroidi, nandrolone e soprattutto tanti integratori di ogni genere. Tutto materiale sequestrato, sottoposto ad analisi e anche a consulenza, quella presentata ieri al giudice: il perito ha riconosciuto per la maggior parte dei prodotti una presenza di alcaloidi dopanti anche se in quantità minime.

Rovatti e la sua compagna hanno in questo modo riconosciuto una responsabilità per il “bazaar” trovato a casa loro: uno stoccaggio così ingente da essere valutato dai militari del Nucleo Operativo di Modena, comandato dal colonnello Stefano Nencioni, e della Compagnia di Carpi per una somma di 1,2 milioni di euro.

Stando alle indagini, Rovatti smerciava questi prodotti forte del suo carisma di allenatore, campione e anche nutrizionista, una qualifica che adottava spesso. Infatti è conosciuto non solo per le sue imprese atletiche che lo hanno portato a vincere numerose gare di ambito europeo, ma anche per la sua indubbia capacità di personal trainer. Nel corso dei programmi d’allenamento consigliava alimenti e integratori ed evidentemente aveva anche la possibilità di smerciare questi prodotti per lui illegali: oltre alle centinaia di scatole di anabolizzanti e farmaci, sono state trovate 4800 fiale e 892 flaconi multidose, materiale che richiede anche spazio per essere conservato e che si trovava sotto lo stesso tetto con le attrezzature utilizzate per l’allenamento ai privati. I carabinieri hanno anche scoperto che teneva alcuni medicinali particolarmente costosi dentro una cassetta di sicurezza dentro il frigorifero di casa dove si trovava al contrario pochissimo cibo.

L’indagine, come detto, si è però allargata a numerose province del Nord Italia. Si tratta di capire se Rovatti era in una rete di commercianti illegali di queste sostanze dopanti oppure se ne era a capo. —

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