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Prato Galli rinasce come simbolo dei ragazzi salvati a Villa Emma

Prato Galli rinasce come simbolo dei ragazzi salvati a Villa Emma

Domenica la premiazione degli architetti vincitori del bando Sono Riccardo Bianchini e Federica Lusiardi. Tutti gli eventi

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NONANTOLA. Un luogo di degrado che diventerà un luogo di memoria, di cultura e di speranza. È il destino di Prato Galli, un terreno che si trova proprio di fronte a Villa Emma e che oggi è occupato da due edifici fortemente degradati: diventerà il simbolo dei ragazzi ebrei salvati dallo sterminio nazista durante la Seconda guerra mondiale.

IL PROGETTO

Domani e domenica a Nonantola sono previste varie iniziative organizzate in occasione della conclusione del concorso internazionale “Davanti a Villa Emma”, che ha visto la vittoria degli architetti cremonesi Riccardo Bianchini e Federica Lusiardi, dello studio Bianchini & Lusiardi Associati.

Il progetto “Davanti a Villa Emma”, promosso dalla Fondazione Villa Emma in collaborazione con il Comune di Nonantola e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e della Regione Emilia-Romagna, intende valorizzare l’area Prato Galli, posta lungo via Mavora, proprio di fronte a Villa Emma.

Il terreno si trova in una posizione cruciale: da un lato infatti guarda il luogo storico, principale teatro della vicenda, dall’altro rappresenta un punto di transito tra la Villa e il centro storico del paese, che allora facilitava gli incontri tra gli stranieri venuti da lontano e la comunità locale.

IL BANDO

Lo scorso giugno la Fondazione Villa Emma ha pubblicato un bando di concorso per la progettazione di un luogo per la memoria dedicato alla vicenda dei 73 ragazzi ebrei accolti a Nonantola tra il 1942 e il 1943 e messi in salvo, dopo l’8 Settembre, a seguito dell’arrivo dei tedeschi in Italia.

Il bando prevedeva la realizzazione di un dispositivo memoriale composto da un edificio polifunzionale e da un itinerario artistico che segnalasse ai visitatori i luoghi più significativi di questa storia.

Il mandato culturale consegnato ai progettisti faceva leva sulla collocazione spaziale di Prato Galli rispetto a Villa Emma e sul suo alto valore simbolico, immaginando un racconto pubblico basato sulle ricerche storiche, sul patrimonio documentale raccolto negli anni, sul dialogo tra elementi architettonici, artistici e memoriali.

Il concorso, realizzato in collaborazione con il Consiglio nazionale architetti e con l’Ordine degli architetti Ppc di Modena, si è svolto in due gradi. Durante la prima fase sono pervenuti 37 progetti dall’Italia, dall’Europa e da Paesi extraeuropei.

GLI APPUNTAMENTI

Per due giorni si terranno iniziative riguardanti Villa Emma. Domani alle 17.30 alla Torre dei Modenesi, via Roma 18, inaugurazione della mostra delle proposte presentate al concorso di progettazione architettonica. Alle 21 all’Associazione “La Clessidra”, piazza Tien An Men 1: “Discutendo di Villa Emma”. Incontro con Bruno Segre che racconta i suoi luoghi della memoria e le storie che ha attraversato, tra passato e presente . Domenica alle 17 al Teatro Troisi, viale delle Rimembranze 8, si terrà la cerimonia di premiazione dei vincitori alla presenza del sindaco Federica Nannetti. —

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