«Sul caso Barbieri ora comprensione diversa»
FORMIGINE. Dieci anni fa, a Formigine il noto commerciante Giuliano Barbieri, che aveva subito già diversi furti, sparò tre colpi addosso a un 27enne montenegrino che insieme a due complici aveva derubato il suo negozio, ferendolo gravemente. Una storia che ha suscitato grande interesse in paese, con anche la nascita di un comitato di cittadini in difesa di Barbieri.
L’aver sparato al ladro è costata al commerciante una condanna a tre anni e un mese in primo grado per tentato omicidio, sentenza confermata poi in Appello.
«Barbieri si trovava in uno stato di pericolo effettivo», spiega il suo legale, l’avvocato Enrico Aimi, eletto in Senato con Forza Italia, che ora alla luce della legge appena approvata sulla legittima difesa aggiunge: «Con la nuova norma, avremmo avuto una situazione di comprensione diversa. Il punto centrale in queste vicende è che non si può mai sapere la reale intenzione del delinquente».
Per i giudici di primo grado (ancora non sono note le motivazioni dell’Appello) Barbieri, che deteneva regolarmente l’arma, sparò pur non essendo in una situazione di pericolo conclamato.
Tesi opposta per il suo legale, convinto della legittima difesa di Barbieri e già pronto al ricorso in Cassazione.
«Invocammo il grave turbamento - ha ricordato Aimi - che prima richiedeva lunghe valutazioni, mentre ora è già presente nella legge. Inoltre per questi casi adesso c’è una inversione dell’onere della prova, elemento fondamentale della nuova legge. Sarà infatti l’accusa a dover dimostrare che il delitto si è verificato per responsabilità dell'imputato. Si tratta - conclude l’avvocato Aimi - sicuramente di un passo avanti». —
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