Gli Anúna pronti a tornare «Accoglienza emozionante Ci sentiamo in famiglia»
Il gruppo irlandese si congeda da Pavullo e pensa già al futuro E Massimo Orlandini si esibirà ancora con loro in Olanda e Bruxelles
il saluto
PAVULLO. «È stata un’accoglienza magnifica: dall’arrivo in aeroporto a Linate alla presentazione al sindaco di Pavullo, al soggiorno in paese in cui ci avete fatto sentire parte della comunità. Tutti siamo rimasti colpiti dalla vostra straordinaria ospitalità, e desidero trasmettere i ringraziamenti dell’intero gruppo degli Anúna, assicurando la nostra intenzione di rivederci presto». Così Lucy Champion, responsabile della scuola di canto del gruppo irlandese che ha spopolato nel suo ritorno in Italia dopo più di vent’anni. Venerdì scorso 400 persone hanno assistito al loro concerto a Modena, e sabato la chiesa di San Bartolomeo era piena.
In entrambi i casi, tripudio di applausi con standing ovation finale. E orgoglio locale nel vedere il pavullese Massimo Orlandini perfettamente integrato nel gruppo (li seguirà ora in Olanda e a Bruxelles). In mezzo, due indimenticabili mattinate di lezioni al Mac Mazzieri a 1.200 bambini delle scuole. E un’intensa Masterclass con 45 allievi, anche da Cina e Giappone.
«Lo scopo - spiega Lucy - era condividere alcuni dei principi che contraddistinguono gli Anúna: focalizzarsi sul corpo come strumento, acquisire consapevolezza nell’uso del respiro nel canto e sviluppare iterazione nel contesto di gruppo. C’è qualcosa di speciale nel canto italiano, e insieme ai miei colleghi Jan Kuhar e Sara Di Bella (che peraltro è siciliana) sapevamo di stare affrontando un grande progetto. I 45 partecipanti hanno lavorato duramente, imparando a memoria nove canzoni degli Anúna (anche in irlandese) in due giorni, così da proporli sabato in San Bartolomeo con noi senza bisogno di alcun direttore. È stato meraviglioso: esibizioni come queste significano tanto per gli Anúna. Ma è stato un privilegio anche cantare davanti a 1.200 bambini al cinema. Per me personalmente, un momento di bellezza assoluta. Ivana Bernardoni aveva insegnato loro il ritornello di due pezzi (“Fionnghuala” in scozzese-gaelico e la splendida “Jerusalem”) così che hanno non solo respirato, ma anche cantato con noi: sono stati grandiosi».
Inevitabile quindi la domanda: ci sarà un ritorno a Pavullo, e non solo? «Ci piacerebbe moltissimo rivederci il prossimo anno - ammette Lucy - la musica va al di là delle distanze geografiche e culturali. Per noi, in particolare, è legame. Abbiamo sentito un legame reale con la comunità di Pavullo, e Modena, e saremmo onorati di tornare e costruire qualcosa. In Ivana e Massimo sentiamo di avere trovato amici veri, oltre che colleghi».
«Sono persone stupende, oltre che artisti meravigliosi, ed è sicuramente un arrivederci - commenta Ivana - ci piacerebbe molto organizzare per loro una tournée in Italia dopo gli ottimi riscontri avuti in questi concerti». —
D.M.
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