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l’intervista 

La ricetta di Pisani «In centro storico serve un parcheggio»

Luca Gardinale
La ricetta di Pisani «In centro storico serve un parcheggio»

Il nuovo presidente di Confcommercio Modena affronta i nodi principali e lancia un appello al futuro sindaco 

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Dalle difficoltà dei negozi del centro alla carenza di parcheggi, dal peso delle tasse al sistema di accoglienza alberghiera modenese.

Temi che sono sul tavolo dei candidati a sindaco per le amministrative del 26 maggio, ma anche (e soprattutto) su quello dei rappresentanti delle associazioni di categoria.

Lo sa bene Riccardo Pisani, che da pochi giorni ha preso il posto di Massimo Malpighi alla presidenza cittadina di Confcommercio. Classe 1975, Pisani è dal 2011 vicepresidente provinciale di Federalberghi e fino al 2013 ha ricoperto il ruolo di vicepresidente del Gruppo giovani imprenditori.

Laureato in Economia aziendale, da quasi vent’anni Pisani è imprenditore nel settore del turismo, con attività ricettive e di gestione immobiliare.

Pisani, partiamo dal centro storico e dai problemi che lo riguardano: i turisti non mancano, ma i negozi chiudono, tanto che oggi tra la via Emilia, via Farini e corso Duomo, le strade più nobili del cuore della città, le serrande abbassate sono almeno quindici…

«Come sosteniamo da tempo, se vogliamo invertire la tendenza bisogna mettere in campo un piano organico di medio periodo che affronti una serie di nodi: accessibilità, decoro, eventi, incentivi».

Qualche esempio?

«Vado con ordine. Il Novi Sad, che va comunque più presidiato per garantire la sicurezza e il decoro dell’area, non basta: serve un parcheggio in pieno centro. E’ poi necessario un programma di alleggerimento fiscale, a partire dalla Tari, a favore di chi investe in centro e di chi mette a disposizione i locali. Bisogna poi continuare ad alzare l’asticella della promozione del panorama di eventi e iniziative, mentre va posta maggiore attenzione su decoro, manutenzioni e illuminazione, nell’ottica di rendere più gradevole il centro, ma anche più sicuro».

A proposito di sicurezza, ogni giorno le imprese modenesi, a tutti i livelli, hanno a che fare con i reati…

«Purtroppo, come testimoniano la cronaca e le indagini che periodicamente facciamo, le nostre imprese sono da anni “in trincea”, e spesso sono loro stesse l’argine al dilagare della criminalità, perché dove ci sono attività commerciali c’è maggiore qualità urbana, e dunque anche più sicurezza».

Cosa si può fare su questo fronte?

«Non esistono ricette magiche né sceriffi in grado di risolvere in modo solitario il problema. Serve anche qui lavorare in modo coordinato in una serie di direzioni: dal rafforzamento degli organici delle forze dell’ordine, all’incremento di incentivi per l’acquisto di sistemi di difesa passiva, dalla migliore manutenzione degli spazi pubblici a regole urbanistiche più stringenti sul tema dei negozi etnici, fino ad arrivare al recupero di contenitori immobiliari di cui molti pubblici, oggi dismessi in centro e sui viali e in una situazione di degrado, perché siano valutate nuove destinazioni e attività idonee anche a rendere il centro più attrattivo e la città più presentabile ai turisti».

A proposito di turismo, l’accoglienza alberghiera è sufficiente per far fronte ai numeri sempre più interessanti che coinvolgono Modena?

«Gli albergatori hanno fatto in questi anni investimenti importanti per adeguare il livello di accoglienza alla domanda. Questa tensione va accompagnata da uno sforzo istituzionale e di sistema, capace di strutturare un’organizzazione di promozione e commercializzazione, dando finalmente gambe alle strategie emerse dal recente aggiornamento dello studio Mylander e peraltro sulla falsariga di quanto è avvenuto, ad esempio, a Bologna».

Tra poco meno di due mesi si vota: cosa chiede al futuro sindaco di Modena?

«Al futuro sindaco, e più complessivamente alla politica, chiedo che si mettano davvero in ascolto di chi come Confcommercio rappresenta gli interessi delle categorie economiche, perché sia possibile sviluppare una non rituale concertazione tesa a conseguire un obiettivo generale alto: il sostegno delle prospettive di crescita economica del territorio». —





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