Gazzetta di Modena

Modena

GARAVINI (LIONS CLUB) 

«La sfida continuerà Vorrei fosse virale»

A.P.

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L’iniziativa è stata ideata dal Lions Club XII distretto e sostenuta da Bper, ma ha visto anche la collaborazione del Ceis e dell’Asp di Vignola, oltre che degli istituti scolastici. Un risultato importante che è nato dal desiderio di portare una riflessione rispetto all’utilizzo delle nuove tecnologie, che non devono essere demonizzate ma ridimensionate nel loro uso, che spesso sfocia nell’abuso quotidiano.

Eugenio Garavini, presidente del Lions Club di Vignola si è detto molto soddisfatto della sperimentazione, esprimendo il suo desiderio di replicare l’iniziativa in maniera ancor più ambiziosa: «Secondo me dovremmo riuscire a fare una sorta gara con se stessi suddivisa per livelli: tre, cinque e fino ad un massimo sette giorni senza telefono, vedendo chi riesce a resistere di più. Sui genitori è un progetto un po’ più impegnativo ma ci si può provare, perché la sfida si sta diffondendo, per cui non è impossibile».

A stuzzicare Garavini c’è anche l’idea di estendere il progetto, praticamente unico a livello nazionale, su larga scala: «Diventerebbe una sfida importante anche trovare un giorno l’anno in cui dire “sconnettiamoci per connetterci con noi stessi”, con la partecipazione di personaggi pubblici, stampa, scuole. Un giorno in cui disconnettere tutta l’Italia, non solo i ragazzi. È una questione di riflessione: noi non dobbiamo vietare niente a nessuno perché si otterrebbe il risultato opposto. Dobbiamo far ragionare le persone e se riuscissimo a disconnettere l’Italia per una giornata sarebbe una cosa importante. È ovvio che sia un’utopia, ma anche questo esperimento, in fondo, lo era». —

A.P.

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