La tedesca Transline acquisisce la modenese Interlanguage
Il grande passo delle fondatrici Paola Modica, Antonella Abbati, Susanna Ferretti «La gestione rimarrà ancora nostra ma l’accordo era necessario per crescere»
Traduzione di testi complessi e settoriali in tutte le lingue per imprese e per l’industria. È un’attività negli ultimi anni in grande espansione e ai più non era noto che un’eccellenza in questa tipologia di attività avesse sede da più di trent’anni a Modena. Si chiama Interlanguage, è stata fondata e portata al successo da tre donne e ora viene acquisita da una grande realtà del settore come la tedesca Transline, una decina di milioni di fatturato, 130 dipendenti, cinquemila collaboratori-traduttori in tutto il mondo e un piano di espansione in Europa che passa attraverso acquisizioni come quella modenese. Le tre imprenditrici di Interlanguage sono Paola Modica, Antonella Abbati e Susanna Ferretti, che hanno dato vita alla società nel 1986. Ora Transline accorperà l’affiliata Wordflow Italy, con sede a Bologna, e Interlanguage: entrambe proseguiranno l’attività con l’unico nome di Interlanguage.
Paola Modica spiega i motivi alla base dell’accordo.
«L’azienda è sempre cresciuta, si è consolidata - dice l’imprenditrice modenese - con una quindicina di dipendenti, circa mille collaboratori esterni e un fatturato che negli ultimi anni si è attestato fra 1,8 e 1,9 milioni di euro. Ci siamo rese conto che per un salto di qualità ulteriore da sole avremmo faticato e l’intervento di Transline, che acquisisce il 100% della società ma affida la gestione sempre a noi, è parso come la soluzione ideale. Potremo continuare a lavorare come abbiamo sempre fatto ma con l’opportunità di fare gli investimenti necessari per crescere sensibilmente».
Non vi occupate di semplici traduzioni come tante piccole aziende ma il vostro business è decisamente più complesso.
«I nostri clienti sono imprese, in Italia e all’estero, ma anche enti pubblici. La globalizzazione porta con sè esigenze fino a qualche anno fa nemmeno immaginabili. I rapporti con l’estero sono alla base di qualsiasi attività imprenditoriale e non basta la conoscenza dell’inglese per risolvere tanti problemi».
Facciamo esempi delle richieste che possono arrivare a Interlanguage.
«Un’impresa può richiedere la traduzione di un contratto, anche molto articolato, di un manuale d’uso o di carattere tecnico da distribuire per l’utilizzo di impianti o altro, oppure la traduzione di un bilancio aziendale, di una campagna promozionale, la lettera del Ceo di una multinazionale a clienti o a dipendenti sparsi in tutto il mondo. O ancora: un’Ausl italiana può avere l’esigenza di tradurre indicazioni profilattiche o terapeutiche o norme igieniche nelle lingue delle persone immigrate che fanno parte di una comunità, dal cinese al pakistano, bengalese o indiano. Per capirci: noi siamo in grado di realizzare traduzioni di qualsiasi cosa, anche la più complessa, tecnica e settoriale, in tutte le lingue, nessuna esclusa».
Da qui l’esigenza di competenze molto approfondite e continuamente aggiornate.
«Il lavoro di traduttore - risponde Paola Modica - soprattutto se declinato al nostro livello, si è evoluto in modo esponenziale. Ora occorre anche essere aggiornati sulle realtà 4.0 e sulla linguistica computazionale. Esistono le traduzioni automatiche ma noi dobbiamo avere la capacità di intervenire anche su queste e adattarle alle esigenze del nostro committente. L’aggiornamento continuo sulle tecnologie è basilare ».
Non è che i traduttori automatici un giorno, come in tanti altri settori, vi ruberanno il lavoro?
«Non accadrà mai. Anche il robot ha bisogno di essere programmato e controllato dall’uomo. Il nostro lavoro sarà sempre necessario, ancor più ora con la globalizzazione sempre più esasperata che moltiplica ogni giorno le esigenze nei nostri ambiti di competenza». —
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