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Mirco dice addio alla bocciofila «Hanno cambiato gli accordi»

Patrizia Cantusci
Mirco dice addio alla bocciofila «Hanno cambiato gli accordi»

Il gestore Bruni e la moglie Chiara si congedano dopo sette anni di successi «Con la nuova società non posso più continuare, troppe spese a mio carico»

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«La mia gestione della bocciofila ha avuto inizio nel 2012 quando i soci tesserati erano 93. Ho portato il dato iscritti a 297. Quest’anno hanno rinnovato la tessera un centinaio. Non posso essere più preciso perché la lista soci, con me sempre pubblica, non ho più modo di visualizzarla. La mia gestione è finita, conta questo. Restituisco le chiavi il 31 marzo. Me ne vado dispiaciuto perché la comunità di Nonantola era il mio quotidiano professionale, ma non posso fare altro». Mirco Bruni apre il racconto della sua settennale gestione della bocciofila comunale di via Marzabotto tentando, anche, di chiuderlo con un compendio di poche righe, ma non riesce a celare il dispiacere.

L’esito della vicenda ha in effetti sorpreso molti. La bocciofila era un luogo di aggregazione, vivace, accogliente con due fiori all’occhiello che danno misura di professionalità anche per la moglie Chiara: le finali del Campionato Italiano di biliardo specialità Boccette, tenuto nel 2017 e vinto dalla squadra di Bruni, “Bocciofila Nonantola”, e i laboratori per i bimbi ideati da lei, cuoca provetta, inclusive di feste di compleanno a costi irrilevanti. Infine, 10mila euro donati dalla coppia alle associazioni, nel corso degli anni, quando hanno partecipato ad eventi del territorio.

«Mi era stato detto che nulla sarebbe cambiato, ma non è così. Quando il Comune mi ha informato che la gestione sarebbe stata non più della Polisportiva ma di un’altra figura, una società che aveva vinto il bando, ero stato rassicurato. Bar, ristorante per soci, sale da biliardo, campi da bocce, sarebbero rimasti identici. Nessuno mi aveva detto che non sarei stato più aiutato in alcuni servizi. Giornali, abbonamento Sky, televisione sono passati totalmente nella mia orbita spese. Inoltre ho una sala in meno perché in essa ora si tengono corsi di danza. Mi sono trovato decine di iscritti che, di colpo, hanno detto no al rinnovo della tessera. Per me è stato un crollo di utenza. Il bar è vuoto, non riesco ad andare avanti. L’unica attività funzionante è ormai il biliardo. La consolazione è che mia moglie ed io stiamo definendo contratti con polisportive di Modena. Siamo in trattative con San Faustino, Cognento e Villa d’Oro. Lavoreremo in una di esse».

«I costi sostenuti? Quando sono arrivato c’erano sale desolatamente vuote, un giardinetto, seggiole vetuste e poco altro. Ho investito 50mila euro. Ho rifatto tutto l’impianto elettrico, tapparelle, uscite di sicurezza, con maniglie antipanico ovunque. Ho rinnovato cucina e strumenti da lavoro. Ci sono beni per 35mila ma Nonanginta, società partecipata del Comune, me ne riconosce solo 2500. Li ho accettati, certo. Prima di lasciare Nonantola vorrei salutare coloro che sono stati soci e a chi ci ha fatto pervenire parole di stima. Su tutti, la sindaca Federica Nannetti per avermi ascoltato con attenzione ogni volta che ho chiesto un colloquio con lei». —



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