Gli agricoltori: «Problema serio Servono bacini per le scorte»
Eugenia Bergamaschi (Confagricoltura): «Siamo vicini all’emergenza Frumento, mais, barbabietole e pomodori sono a rischio»
Non è ancora emergenza, ma poco ci manca. Le associazioni degli agricoltori non nascondono la loro preoccupazione per la mancanza di acqua, una preoccupazione che non riguarda solo il presente, ma che guarda anche ai prossimi mesi, quelli estivi che rischiano di essere ancora più difficili.
«Il problema è serio», spiega Eugenia Bergamaschi, presidente di Confagricoltura Emilia Romagna.
«Ad oggi l’acqua, in linea teorica, non manca nel senso che i Consorzi di bonifica ci hanno detto che per ora c’è, però non è mai successo che a marzo ci siano già agricoltori che abbiano dato il via alle irrigazioni».
Esistono alcune colture che stanno soffrendo particolarmente: «Ad esempio il frumento seminato in autunno - prosegue Bergamaschi - arriva da un inverno secco e ha bisogno di acqua. Al pari del mais che si sta seminando proprio in questo periodo. Così pure le barbabietole o la soia; poi si inizierà con i pomodori. In linea generale in primavera la pianta è in ripresa dall’inverno e con la pioggia questo “risveglio” è sicuramente più efficiente: non dimentichiamo che l’acqua è vita».
Allargando il ragionamento, Bergamaschi teme che il nostro Paese non sia pronto al cambiamento climatico in atto: «La settimana prossima dovrebbe piovere e speriamo che la difficile fase che stiamo attraversando possa essere superata, tuttavia noi crediamo che sia doveroso cambiare la gestione dell’acqua. Il mutamento del clima di cui siamo testimoni necessita che la nostra mentalità si adegui e che si dia atto ad una nuova programmazione. Serve un sistema di raccolta delle acque da poter utilizzare nei periodi di siccità».
Dunque più prevenzione: «Pensiamo che poco più di un mese fa, a causa dello scioglimento delle nevi concomitante con le abbondanti piogge, i fiumi rischiavano di straripare e per giorni c’è stato il rischio di inondazioni: dobbiamo riuscire a trattenere quell’acqua in eccesso, con bacini di raccolta. Sarebbe fondamentale, la soluzione ideale per affrontare questi periodi caldi e secchi che, secondo la mia opinione, saranno sempre più frequenti in futuro. Ed è tempo di investire nel riciclo delle acque: gli israeliani sono maestri in questo, la dobbiamo riutilizzare per l’irrigazione».
Anche Alberto Notari, presidente di Cia Agricoltori Italiani di Modena, è preoccupato: «L’agricoltura ha sete».
«Questa siccità - sottolinea Notari - impone l’apertura della stagione irrigua anche per le piante da frutto che ora sono in fase di allegagione, uno dei momenti più importanti per lo sviluppo del futuro raccolto. Le pere, produzione di eccellenza del nostro territorio, hanno infatti bisogno di un apporto idrico anche in questo delicato momento della fioritura».
«La preoccupazione degli agricoltori - prosegue Notari - è aggravata dal fatto che le alte temperature, inusuali per questo periodo dell’anno, stanno provocando un considerevole aumento dell’evapotraspirazione delle piante. A questo si aggiunge, poi, un impegno straordinario del sistema delle bonifiche per garantire l’approvvigionamento idrico da parte delle aziende agricole per limitare i danni che la siccità sta causando alle colture in campo e quelle prossime alle alla semina o al trapianto».
Questo vorrà dire anche un forte incremento dei costi elettrici del sistema irriguo che inevitabilmente ricadrà sui portafogli delle stesse aziende che già stanno pagando il prezzo degli effetti dei mutamenti climatici. «È necessario – conclude Notari - che il Governo valuti provvedimenti straordinari volti a ridurre l’incidenza del prezzo dell’energia elettrica ai consorzi di bonifica che si sono tempestivamente attivati per garantire la salvaguardia del patrimonio produttivo delle aziende agricole emiliano romagnole». —
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