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Quella storica roccaforte incapace di avere un vero peso politico

G.L.P.
Quella storica roccaforte incapace di avere un vero peso politico

Territorio ricco ma spesso ritenuto un serbatoio di voti per candidati di altre zone Morelli voleva essere il primo sindaco di vera area cattolica Un abile tessitore di amicizie 

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Il sogno del “cardinale” scuocrociato è sempre stato lo stesso e se non fosse stato per quel diktat che il Pd si porta in pancia dai tempi della falce e martello e che ha prima detto no alla candidatura a sindaco di Simone Morelli poi, di fronte alla pugnalata del tentato accordo conl centrodestra e all’indagine della Procura, lo ha cacciato fuori dal partito - forse ci sarebbe anche riuscito: “Voglio vedere un democristiano, un cattolico sindaco della mia città”.

Un vecchio e importante esponente del Pd al “cardinale” ha risposto: »Bella roba! realizzi il sogno di un sindaco cattolico, ex Margherita ed ex Dc proprio quando non avete più nemmeno un voto e non esistete più!».

Simone Morelli e chi lo ha sostenuto ha accarezzato questo sogno dopo aver passato due legislature come assessore. Abile tessitore di relazioni sociali, l’ex vicesindaco ha radici Margherite. Il primo a sostenerlo è stato l’ingegner Santi, margheritiano doc e con la confluenza nell’Ulivo e nel Pd Simone entra in Consiglio comunale diventando ben prsto assessore agli interventi economici e al commercio già nella giunta dell’ex sindaco Enrico Campedelli. Che Morelli sia un riferimento per i carpigiani che guardano al Municipio non è, dunque, una novità. Estroverso, capace di muoversi tra associazioni, commercianti, diocesi, l’ormai ex vicesindaco è coinvolto full time in questo ruolo. Si muove Morelli a campo pressoché aperto perché mai quello che è oggi il Pd e ieri era il Pds, ancor prima l’Ulivo e nella notte dei tempi il Pci hanno avuto politici di peso a livello provinciale e nazionale.

Lasciamo perdere gli ultimi eletti in parlamento: l’ex on. Ghizzoni o il sen. Patriarca (quest’ultimo carpigiano, presidente del coordinamento nazionale del Volontariato ma eletto con i voti... del Piemonte). È un dato di fatto che Carpi, città dal grande peso industriale non ha mai avuto altrettanto peso a livello politico. Venne eletta la sen. Isa Ferraguti col vecchio Pci ma poi Carpi spesso è stata sinonimo di terra di conquista di voti con nomi che non appartengono nè alla città dei Pio nè alla vicina Bassa. Per dirla in poche parole: l’altra metà della provincia. I Turroni, i Castagnetti sono, ad esempio, nomi eletti grazie ai voti di piazza Martiri ma che con il Distretto tessile avevano ben poco da spartire. E quando c’è stato da trovare un incarico, un ruolo per l’ex sindaco Campedelli, l’unica strada percorribile era la Regione. Palma Costi consigliera regionale viene nominata assessore alla ricostruzione terremoto e attività produttive ed ecco che per Campedelli si apre uno spazio a Bologna. Quando ci poteva essere un nome da spendere, il partito lo chiamò alla segreteria provinciale - che allora era l’anticamera del Parlamento -Werther Cigarini. Al “giovane Werther” venne chiesto di lasciare l’incarico da sindaco per guidare l’allora Pds. Ma aveva un difetto: aveva troppe idee ed era poco diplomatico. Durò poco. — G.L.P.

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