Benatti, oltre 40 atti presentati contro il “sistema Morelli” «Il castello è crollato»
Il nemico numero uno dell’ex vicesindaco non è candidato «Forza Italia non mi ha fatto fuori. Non lascerò la politica»
È il nemico numero uno dell’ex vicesindaco Simone Morelli. In poche settimane ha sfornato più di 40 atti contro l’operato dell’ex assessore. Questo dopo il casus belli: la contestazione di un possibile conflitto d’interessi alla presidenza della Fondazione Crc di Corrado Faglioni, lo scorso maggio. Candidatura, questa, per la quale Morelli si è fortemente impegnato. Contestazione, apparsa sulle colonne della Gazzetta, che per Forza Italia ha rappresentato la goccia che ha fatto traboccare il vaso tanto da epurare il consigliere Roberto Benatti dal partito. «All’inizio dello scorso anno ho notato che Faglioni ed Enrico Contini, ora ai vertici della Fondazione, avevano ricevuto incarichi dal Comune per la nuova sede. Senza contare gli incarichi di Faglioni dalla diocesi - ripercorre Benatti - Dopo avere denunciato questo possibile conflitto è partito un fuoco, non di sbarramento, ma di uccisione. Se fino a quel giorno parlavo con Forza Italia, quello è stato lo spartiacque. Da quel momento, credo su input di Morelli, è partita l’epurazione. Io mi stavo mettendo di traverso a quel sistema di potere, poi emerso dalle intercettazioni, tutto orientato a promuovere la candidatura per il centrodestra di Morelli».
Poi cos’è successo?
«Date queste premesse, ho dedicato tutto il mio tempo libero da maggio in poi a controllare le delibere di questo settore, ad una ad una».
E cosa è emerso?
«Varie gare con rendicontazioni o bandi non sempre precisi o comunque discutibili. Incarichi diretti ancora tutti da valutare, dal punto di vista amministrativo. Ad esempio, l’ex dirigente Diego Tartari è stato al centro di un’azione disciplinare per avere dato un incarico diretto ad Amedeo Palazzi, fratello del sindaco di Mantova, per realizzare il nuovo logo del Comune che, ad oggi, nessuno ha mai visto. Un altro caso: il software acquistato senza gara. A fronte di una prima segnalazione interna mi avevano risposto che era tutto regolare. Poi, dopo l’esposto all’Anac è stato annullato l’acquisto fatto. Tutte piccole cose, ma che dimostrano un modus operandi discutibile. Un’azione amministrativa leggera, senza rispettare le regole».
Come si è arrivati ai dehors?
«Ho verificato che il regolamento che stava per essere presentato in Consiglio non era stato approvato dai commercianti. Nessuno sapeva fornire giustificazioni per quel Far West e c’era troppo accanimento... Così dissi: “Venite qui con la partita Iva del locale che volete avvantaggiare”. Dopo un paio di giorni, mi ha contattato una delle commercianti danneggiate, parlandomi di pressioni subite per il regolamento. Da lì è stato un susseguirsi di continue segnalazioni: oltre una quarantina».
Il sindaco ha preso le sue difese, dicendo che non è stato candidato per la tua attività ispettiva. Ritiene che Bellelli abbia responsabilità in tutto questo?
«Non ho un’idea precisa delle responsabilità del sindaco, ma la elaborerò. Non ci sto a fare strumentalizzare la vicenda né per santificare Bellelli, né per dargli addosso».
Un messaggio ai suoi ex colleghi di Forza Italia
«Non lo mando a loro, ma a tutti i candidati. Ci sono e sto organizzando qualcosa. Non mi avete fatto fuori. Non mi sono mosso di un millimetro. Non è detto che io entri in Consiglio comunale, ma non smetterò di fare politica». —
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