«Appalti, le nuove modifiche ora favoriranno l’illegalità»
Franco Zavatti, sindacalista di Cgil Modena-Coordinamento Legalità e Sicurezza Cgil regionale, interviene sulle modifiche volute dal governo al "Codice Appalti pubblici" sottolineando che «peggiorano i rischi di illegalità e malaffare» alla luce di quanto evidenziato dall’Osservatorio regionale appalti nel suo reaport annuale.
«Di fatto - dice Zavatti - si spinge per moltiplicare i bandi pubblici col criterio del massimo ribasso; si quadruplica la soglia per affidamento diretto dei lavori, senza alcun bando di gara; si favoriscono i "consorzi facili delle imprese" per gestire i subappalti aggirando i controlli antimafia; si smantella il ruolo di efficace controllo anticorruzione di Anac. Siamo certi, e staremo allertati, che nei nostri territori dell'Emilia Romagna non ci sarà applicazione di queste norme negli appalti pubblici, tenendo ben fermi i criteri positivi e condivisi - da istituzioni pubbliche, sindacati, imprese - con il Patto per il Lavoro, la legge regionale su legalità e appalti e i tanti positivi protocolli sottoscritti nei tanti territori emiliano-romagnoli».
Zavatti sottolinea che «se fossero applicate le controriforme del Governo, negli appalti inferiori ai 5,5 milioni il criterio centrale di affidamento dei lavori, tornerebbe ad essere unicamente quello del massimo ribasso. Poi si avrebbe l’affidamento diretto e discrezionale - senza alcun bando pubblico - dei lavori, alzando l'attuale soglia da 40 mila a 150 mila euro. Viene cancellato ogni riferimento, che pure c'era seppur in forma debole, per la necessaria ed urgente riduzione del numero e qualificazione delle Stazioni Appaltanti pubbliche. Nulla si dice a proposito degli appalti pubblici per cantieri e servizi, e rischi connessi agli "sconti nelle offerte" delle imprese, a danno del lavoro regolare, della sicurezza nei cantieri, nella giusta applicazione dei contratti per chi lavora, regolarità fiscale e contributiva, leale concorrenza fra imprese». —
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