Gazzetta di Modena

Modena

IN TRIBUNALE 

Assolto Stefano Faso ex capo dei vigili: non fece minacce mostrando la pistola

Carlo Gregori
Assolto Stefano Faso ex capo dei vigili: non fece minacce mostrando la pistola

Il giudice ha ritenuto che “il fatto non costituisce reato” Rinviate in Procura le carte della denuncia dell’accusatore

2 MINUTI DI LETTURA







Assolto da tutte le accuse: minacce, detenzione di arma fuori servizio e fuori dal territorio comunale. Rinviato alla Procura il fascicolo sul suo accusatore, la cui ricostruzione non ha resistito al dibattimento Così il giudice monocratico Siena ieri mattina ha assolto Stefano Faso, 59 anni, modenese, ex comandante della polizia municipale di Sassuolo e attuale dirigente comunale. Anche se le motivazioni della sentenza assolutoria saranno note solo nelle prossime settimane, già ieri al momento della lettura è emerso che secondo il giudice le minacce che Faso avrebbe proferito nei confronti di un albanese factotum del proprietario del fondo agricolo sul quale si trovava sulla sua auto con una conoscente non erano tali. Inoltre, stando alla testimonianza dell’amico del “messo” del proprietario, è emerso che Faso non aveva la pistola in mano, come detto in denuncia dal primo. Un elemento-chiave, sicuramente, collegato al rinvio degli atti sull’accusatore alla Procura perché approfondisca la veridicità delle accuse contro l’ex comandante. E, terzo, è stato convincente il suo difensore, l’avvocato Domenico Giovanardi, nel dimostrare durante l’arringa che quella sera la sua pistola non era detenuta illegalmente. Da un lato, infatti, al comando della polizia municipale di Sassuolo all’epoca dei fatti - siamo nell’aprile 2014 - non c’era una struttura idonea alla custodia delle armi da fuoco in dotazione, dall’altro Faso era un agente di pubblica sicurezza riconosciuto come tale dalla Prefettura e quindi aveva la possibilità di portare l’arma fuori dal comando lungo un tragitto prestabilito. La sera in cui scoppiò il parapiglia a Baggiovara, sullo stradello di un terreno agricolo, Faso era uscito dal servizio da poco e si trovava lungo il tragitto dal posto di lavoro a casa sua. Per tutti questi motivi, secondo il giudice Faso era estraneo alle accuse.

La denuncia del “messo” del proprietario del terreno era stata inoltrata dopo il diverbio tra lui e l’ex comandante. Faso e la sua conoscente avevano parcheggiato l’auto nello stradello dentro la proprietà privata. Alla sua auto si era affiancata quella del “messo” con il suo conoscente per spiegare che lì non potevano stare e anzi dovevano andarsene. Sulle prime Faso se ne era andato ma poi, ha raccontato l’albanese, era sceso dall’auto minacciandolo di non far menzione di questo episodio e tenendo in mano la sua pistola, che avrebbe estratto da sotto il sedile. Accuse rimaste senza conferme in aula. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google