Gazzetta di Modena

Modena

Castelfranco 

Consiglio, opposizioni fuori «Troppe delibere, poco tempo»

Saverio Cioce

Passano adeguamenti alla tariffa rifiuti e lo stralcio sull’insediamento Cavazzona 5 Stelle: «Votazioni a raffica su grosse questioni». Il sindaco: «Studiate di più» 

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Alla fine le carte sono volate per aria, con le opposizioni che hanno lasciato l’aula indignate e la maggioranza che si è approvata le sue undici delibere appena presentate indipendentemente dalle contestazioni.

Così, dopo cinque anni, l’ultima seduta del consiglio comunale dell’altro giorno si è conclusa con l’abbandono dell’aula da parte dei Cinque Stelle, di Forza Italia e della Lega Nord. Le ragioni della protesta? «Siamo a due settimane dalla fine del mandato - ha attaccato Antonella Franchini (Cinque Stelle) e il risultato è quello di metterci a votare a raffica, una delibera dopo l’altra che ci viene messa davanti senza averla potuto studiare? Senza poter verificare quello che è stato scritto dalla Giunta? Abbiamo chiesto, come da regolamento, una documentazione integrativa. Loro, come sempre, ci hanno presentato solo la documentazione indispensabile, quella prevista per legge. Bene, con la nostra assenza, concordata, abbiamo voluto dire che non ne possiamo più di questo modo di fare. Noi abbiamo responsabilità precise, giuridiche. Non solo quelle politiche di valutazione sull’operato del sindaco, ma anche istituzionale, di responsabilità giuridica. Per legge. Dunque il punto è: perchè tutte queste delibere all’improvviso sono diventate all’improvviso urgenti? È il caso del regolamento di polizia municipale, fermo da un anno. E lo stesso vale per le questioni urbanistiche. E i rifiuti? I cittadini pagheranno le bollette sulla fiducia?».

Ma il sindaco Stefano Reggianini replica e non le manda a dire le sue contestazioni sul gesto dell’abbandono dell’aula da parte delle opposizioni.

«Lo so che fare i consiglieri comunali è fatica - esordisce - ma se le opposizioni si candidano a governare non possono stare zitti in commissione, quando hanno davanti tutti i testi che andranno in aula, e poi presentarsi in consiglio per dire che non avevano avuto tempo. Questo è quello che è accaduto per i rifiuti, ad esempio, dove peraltro il governo fatto da Di Maio e Salvini ha dato il via libera ai conti dello Stato ai primi di marzo e quindi, come ovvia ricaduta, anche i Comuni hanno avuto tempi brevissimi per adeguare le tariffe. E poi c’è l’obbligo di approvazione delle tariffe sui rifiuti entro il 31 marzo: potevamo esimerci dal portare le delibere in aula il 28 marzo? Evidentemente no. Magari alle opposizioni non andava lo sconto sulla quota dei metri quadrati dell’appartamento per calcolare i costi da inserire, oppure che a Castelfranco abbiamo toccato il record dell’89% di raccolta differenziata, con un sistema che viene replicato a Bologna e Ferrara. Oppure che la vera manovra sulle tariffe sia stata approvata l’anno scorso con una riduzione del 12% per le abitazioni e del 17% sulle attività commerciali. Questi sono i fatti, il resto sono polemiche pre-elettorali. Liberi i consiglieri di opposizione di farle, ci mancherebbe. Ma noi rispondiamo ai cittadini: si parla di urbanistica? Bene, approviamo i 200 mila metri dell’insediamento industriale alla Cavazzona e li togliamo dal paese».

Ma Rosanna Righini (Forza Italia) non ci sta davanti a questa semplificazione: «A pochi giorni dalle elezioni - dice - ci presentano centinaia di pagine in commissione su delibere pesanti? Come facciamo a leggerle, valutarle e approfondirle prima del voto? E la questione Acer?».

La giunta tira dritto per la sua strada e altrettanto fanno le opposizioni: «Uscire fuori - dicono - era l’unico modo per rimarcare la mancanza di confronto». —



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