Il fenomeno dei giochi di ruolo si può imparare divertendosi
C’è chi è arrivato a demonizzarli, ma psicologi ed esperti ne evidenziano le qualità Venerdì al MeMo il convegno Edularp per gli insegnanti sul loro valore educativo
Dedicato ai giochi di ruolo dal vivo inseriti in ambito educativo sarà il prossimo convegno Edularp.it in calendario per giovedì a MeMo. E in occasione di “Play – Festival del Gioco” da venerdì a domenica a ModenaFiere, un’intera area dedicata sarà al gioco di ruolo con partite introduttive, tornei, ospiti, incontri ed eventi epici. Tutti ne parlano ma pochi sanno cosa sia davvero il Gioco di Ruolo, una tipologia di giochi nata in America negli anni ’70. Fu grazie alla creatività di Gary Gygax e Dave Arneson che nel 1974 nacque Dungeons & Dragons: l’impatto sul mercato dell’intrattenimento ludico fu davvero eccezionale. La maggior parte dei video-giochi attuali deve qualcosa al gioco di ruolo che portò due innovativi concetti nel mondo ludico: quello dell’esperienza e l’idea che si potessero trasporre in numeri abilità e caratteristiche e gestirne l’interazione tramite tabelle e dadi. Il Dizionario dei Giochi Zanichelli dice: «Gioco di Ruolo è un gioco di narrazione in cui i giocatori inventano una storia collettiva immedesimandosi nei protagonisti sotto la guida di un narratore. A parte quest'ultimo ogni giocatore ha un proprio personaggio che può avere “creato” all'inizio della partita stabilendone certe caratteristiche, la biografia, l'equipaggiamento».
Il gioco di ruolo è una forma di gioco davvero divertente, in grado di coinvolgere ragazzi ed adulti, come testimoniano un mercato sempre più fiorente e una community di giocatori ogni giorno più grande. Accanto a Dungeons & Dragons, arrivato alla quinta edizione, sono nati e cresciuti tantissimi altri sistemi di gioco. Nuove case editrici, quali Need Games, Dreamlord Press o Narrattiva hanno fatto negli anni di questa tipologia di giochi il loro business. Nel gioco di ruolo i personaggi “vivono” da una sessione all’altra e “maturano”. I personaggi prendono vita giorno dopo giorno: al tavolo di gioco si accumulano ricordi, sensazioni, esperienze comuni con i compagni di avventura che spesso diventano anche amici. Questo, che a mio parere è uno dei punti di forza del gioco di ruolo, è anche quella che più spaventa e preoccupa chi non conosce questo passatempo e che teme il coinvolgimento emotivo ed una eccessiva identificazione con il personaggio.
La dottoressa Arianna Rivi, Pedagogista ed esperta di giochi spiega: «Il gioco di ruolo, indubbiamente nato a scopo di intrattenimento, può essere utilizzato anche in ambito educativo, scolastico ed extrascolastico. Esso, infatti, è uno strumento pedagogico a tutti gli effetti: se utilizzato da esperti, adattato al contesto e ai bisogni dei destinatari, può risultare molto utile per osservare e intervenire sulle dinamiche relazionali dei gruppi». A volte nella creazione del personaggio il giocatore trasporta fantasie o alcune delle caratteristiche della sua personalità e questo può essere un'utile chiave di lettura. Non stupisce visto che il Gioco di Ruolo (Role Playing Game) prende le sue origine dal Role Playing, termine coniato da Jacob Levi Moreno inventore del teatro della spontaneità, che proprio nel ruolo, nell’interpretazione e nella creatività vedeva i cardini del suo approccio. Ancora più vicino al Role Playing di Moreno è il Larp, gioco di ruolo dal vivo, dove i ruoli ed i personaggi vengono interpretati in prima persona con ancora un maggior coinvolgimento. Anche per questa forma di intrattenimento esistono titoli che hanno fatto la storia quali Vampiri: La Masquerade di cui a Play sarà ospite uno di principali creatori, Jason Carl. —
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