La città del 2030: più pedoni, bici e sicurezza con le Zone 30
Adottato in giunta il Piano urbano della mobilità sostenibile Obiettivo: trasferire da auto a bici l’8% degli spostamenti
Un pizzico di tempestività in più non avrebbe guastato, vista l’importanza della materia. Fatto sta che a poche settimane dall’elezione del nuovo consiglio comunale, la giunta ha portato a compimento uno dei passaggi più significativi rispetto alle prossime politiche ambientali: l’adozione del Piano urbano della mobilità sostenibile. Il Pums, come si chiama in gergo, è in realtà molto chiaro. L’interrogativo vero è capire quanto gli obiettivi scritti nero su bianco siano poi a tutti gli effetti realizzabili.
Obiettivi
Il Pums è fatto di proposte e di numeri: migliorare la qualità dell’ambiente, la vivibilità della città e aumentare la sicurezza stradale, favorendo il passaggio dall’uso generalizzato dell’auto privata alla mobilità dolce, ciclabile e pedonale, e valorizzando lo spazio pubblico e della strada come spazio condiviso e non più conteso tra auto, pedoni, ciclisti e trasporto pubblico. Con l’intento, entro il 2030, di trasferire dall’auto alla bici almeno l’8 per cento degli spostamenti quotidiani, così da raggiungere un quinto della cosiddetta quota modale bici, ottenendo, tra gli altri vantaggi, un risparmio di anidride carbonica che potrà arrivare fino a 8 mila tonnellate all’anno.
Strategie
Sono cinque le linee strategiche che il Piano propone per raggiungere gli obiettivi previsti: incentivare ciclabilità e pedonalità, attraverso lo sviluppo dei percorsi ciclabili e l’estensione delle Zone a traffico limitato e di quelle pedonali, oltre all’aumento delle “zone 30”, fino ad arrivare, in prospettiva, a fare di Modena una “città 30”. Migliorare l’attrattività del trasporto pubblico puntando soprattutto su una revisione completa delle linee e sullo sviluppo dell’intermodalità auto/bus/treno/bici, potenziando i parcheggi scambiatori e le linee ferroviarie locali. Intervenire sulla rete viaria con nuove infrastrutture che puntano a portare la mobilità veicolare privata sugli anelli esterni alla città riducendo fortemente il traffico automobilistico di attraversamento e quello a corto e cortissimo raggio. Ripensare la sosta in ambito urbano incentivando l’interscambio modale attraverso la realizzazione di grandi parcheggi gratuiti nelle aree adiacenti alla viabilità primaria, la creazione di un servizio di trasporto pubblico ad alta frequenza, la realizzazione di postazioni di bike sharing e depositi protetti. Favorire la cultura della sostenibilità con la diffusione di piani di spostamento casa-lavoro che riducano l’utilizzo del mezzo privato, la promozione della mobilità sostenibile nelle scuole, gli incentivi per ridurre il numero delle auto aumentando allo stesso tempo i veicoli elettrici, ibridi e meno inquinanti. Guardare alle nuove tecnologie e all’innovazione come strumenti per la transizione verso un nuovo modello di mobilità urbana.
Le scadenze
Il Pums indica tre orizzonti temporali di riferimento per realizzare le diverse azioni con una scadenza ben precisa: breve, a due anni (2022); medio, a cinque anni; lungo a dieci anni (2030), ed è uno strumento dinamico che ammette margini di flessibilità rispetto alle scelte che contiene nel caso in cui, nell’arco di tempo considerato, vi siano modifiche rilevanti al contesto dovute, per esempio, a interventi infrastrutturali regionali e nazionali che modifichino l’assetto della mobilità sul territorio o la realizzazione di interventi urbanistici in grado di mutare significativamente le funzioni, la qualità e l’attrattività di parti della città. Con uno sguardo non solo all’ambiente ma anche alla sicurezza.
L’integrazione
Il Pums è stato sviluppato in sinergia con il Piano urbanistico generale, in fase di redazione, per integrarsi con le politiche urbane. Il Piano propone un processo di adattamento dei parcheggi sulle principali strade entranti in città riorganizzandoli con alberature, depositi protetti per bici, sistemi avanzati di tariffazione e prenotazione della sosta, pensiline e percorsi pedonali. Un efficace sistema di illuminazione e l’estensione dell’orario del trasporto pubblico lungo le linee che intercettano i parcheggi possono contribuire ad accrescerne l’utilizzo. —
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