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Ricostruzione in discesa «Case, è ora di chiudere» Soldi a centri e start-up

Francesco Dondi Valentina Corsini
Ricostruzione in discesa «Case, è ora di chiudere» Soldi a centri e start-up

Nuovi provvedimenti e direttive della Regione per completare la fase post-sisma «I progettisti si muovano, mille pratiche non ancora autorizzate e cantieri fermi»

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Una Giunta regionale nel cuore della Bassa terremotata, in un paese dove non si vota («Così evitiamo subito strumentalizzazioni», dice il presidente Stefano Bonaccini). E a seguire il comitato dei sindaci per affinare gli ultimi provvedimenti per tentare di dare l’ultimo slancio “a una ricostruzione ora in discesa”. Dalla sala consiliare del Comune di Camposanto escono importanti novità per quanto riguarda case e imprese, ma anche centri storici, opere pubbliche e sostegno all’innovazione.

Case e imprese

Il 31 ottobre sarà una data spartiacque tra chi avrà ottenuto la concessione per ricostruire l’abitazione e chi sarà escluso. Scadono infatti i due anni imposti dal Commissario per depositare le pratiche edilizie e ottenere l’ordinanza comunale di autorizzazione. Tempi stretti anche per i beneficiari dei contributi, in particolare per quelle pratiche che abbiano già ricevuto l’atto di concessione, ma per le quali non siano mai stati avviati i lavori o presentati stati di avanzamento; e soprattutto per coloro che, a fronte di integrazioni richieste dai Comuni, non hanno ancora prodotto alcunché: dall’uscita dell’ordinanza commissariale ci saranno 30 giorni per rispondere alle sollecitazioni, altrimenti addio contributo.

Per gli interventi comunali sugli immobili rurali strumentali (imprese agricole), il termine perentorio per la fine lavori sarà il 29 maggio 2020 per evitare di sforare la norma sugli aiuti di Stato. Per la ricostruzione delle imprese si prevede invece una proroga (rispetto al 30 aprile e 31 dicembre 2019), ma arriva l’appello per le quasi 400 pratiche che già hanno un contributo eppure non hanno ancora iniziato i lavori.

centri storici

Le piazze rimangono una priorità tanto che per i Comuni arrivano altri 30 milioni per opere di urbanizzazione primaria da aggiungere ai 18 del 2018.

Ma sono le 400 domande per il bando utile alla rivitalizzazione dei centri che lascia ben sperare. Finanziato con 15 milioni di contributi a fondo perduto per il 70%, che sale all’80% per giovani e attività femminili, innescherà un investimento complessivo di 32 milioni. Sono 74 sono le nuove attività che si insedieranno e sul totale generale il 40% è composto da negozi, bar e ristoranti già esistenti.

INNOVAZIONE

Se è vero che il Pil locale ha superato quello del 2012 e i posti di lavoro sono cresciuti di qualche migliaia di unità, l’obiettivo è continuare a finanziare innovazione e lavoro. Ecco allora un nuovo bando da 4 milioni per supportare l’attività di ricerca industriale delle Pmi e i settori più colpiti dal sisma: biomedicale, meccatronica, agroalimentare, ceramica e costruzione prodotti multimediali e moda. Altri due milioni serviranno a dare sostegno alle start-up già avviate.

l’analisi

«La dimensione minima dei progetti ammessi a finanziamento dal bando di 4 milioni di euro è di 100mila euro per un contributo massimo di 200mila euro - ha puntualizzato la camposantese Palma Costi, assessore regionale alla Ricostruzione - e le domande potranno essere presentate tra il 13 maggio e il 12 giugno 2019. Ma un ulteriore bando di 2 milioni di euro è destinato al consolidamento di startup innovative per la cittadella della scienza e il biomedicale. Il contributo massimo non potrà superare i 100mila euro nei progetti di avvio e i 200mila euro in quelli di consolidamento. Le domande potranno essere presentate dal 15 aprile 2019. E già un milione di euro è stato stanziato, nelle scorse settimane, per il raddoppio del tecnopolo di Mirandola. Questo perché vogliamo continuare ad investire su progetti di ricerca industriale e sul rilancio economico delle piccole e medie imprese. Quando porto in visita le multinazionali che provengono dall’Estero, nei nostri quartieri industriali, rimangono impressionate. Perché subito non credono che tutto ciò che vedono è stato ricostruito post sisma. E invece è così». —

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