Gazzetta di Modena

Modena

LA RIFORMA A MODENA 

Scatta “Quota 100” pensione per 700 nel settore privato

Gaetano Cervone

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Sono circa 700 i dipendenti del settore privato della provincia di Modena che da ieri sono in pensione grazie a “Quota 100”. La misura bandiera (assieme al reddito di cittadinanza) del governo giallo-verde fa vedere così i suoi effetti concreti a partire dai dipendenti privati, commercianti, artigiani e coltivatori già in possesso dei requisiti previsti dalla manovra, ovvero almeno 62 anni di età e 38 di contributi versati.

Le stime dei principali sindacati, almeno 700 “quotisti” da ieri in pensione, confermano di fatto quanto già era emerso nelle scorse settimane dai numeri pervenuti all’Inps: 1.122 domande complessive tra dipendenti pubblici e privati dell’intera provincia di Modena. E dunque: chi poteva salire a bordo, ha preso il treno a volo. E i primi a partire – come previsto dalla legge – sono stati i dipendenti privati sfruttando la prima finestra utile, ovvero quella di aprile.

Per i dipendenti pubblici se ne parlerà in agosto, a settembre invece per docenti e personale scolastico. Complessivamente in Emilia-Romagna – secondo i dati ufficiali dell’Inps – sono in tutto 1.956 i lavoratori in pensione da ieri grazie alla nuova legge, 1.711 uomini e 245 donne, con un assegno mensile in larghissima maggioranza tra i 1.000 e i 2.000 euro (802 quelli tra 1.000 e 1.500 euro, 519 tra 1.500 e 2.000): «L’eventuale riduzione dell’assegno non ha mai rappresentato un freno per andare in pensione, rispetto invece ai vincoli che impone quota 100 per eventuali lavori di chi percepirà la pensione – spiega Cristiano Marini, responsabile patronato Inas Cisl Modena – La novità è che chi attendeva il via libera dall’Inps lo ha ricevuto in tempi record, in alcuni casi anche prima dell’effettiva dichiarazione di cessazione dal lavoro». Sono di fatto gli effetti della comunicazione 1008 che l’Inps ha inviato alle direzioni regionali e alle strutture territoriali con cui si chiedeva “esclusivamente per le pensioni quota 100 con decorrenza 1 aprile 2019” di “consentire in via straordinaria di procedere alla liquidazione provvisoria sulla base delle dichiarazioni di cessazione contenute nella domanda».

Un invito ad accelerare, ad erogare la pensione anche senza l’effettiva cessazione dal lavoro, da comunicare poi successivamente: «Un’anomalia mai vista prima, l’Inps in passato non ha mai autorizzato una cosa del genere – chiosa Antonio Petrillo, direttore del patronato Cgil – Siamo alle prese con pensioni non liquidate da ottobre 2018 in attesa di integrazioni, si fatica ad avere il via libera per casi fermi da mesi e nel frattempo ci sono lavoratori che presto riceveranno l’assegno per la pensione e magari sono ancora a lavoro». Può capitare infatti anche questo, ovvero che chi ha fatto domanda in attesa del via libera non aveva ancora presentato le dimissioni e dovrà dunque restituire l’assegno ricevuto durante l’ultimo periodo lavorativo. E saranno invece più leggeri gli assegni per 46 mila pensionati modenesi a fronte del nuovo meccanismo di rivalutazione all’inflazione introdotto dall’ultima legge di bilancio. Lo rende noto il segretario generale aggiunto della Fnp Cisl Emilia Centrale, Rossana Boni, annunciando una nuova manifestazione a Roma per sabato 1 giugno. —

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