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vignola, liceo paradisi 

Se anche il calcio è social ragazzi in campo con i disabili

Agata Patanè
Se anche il calcio è social ragazzi in campo con i disabili

“Carovana di sport integrato”  domani e giovedì Coinvolta la classe 3C del liceo “Paradisi” Il docente: «Scelta inclusiva»

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Una “Carovana dello sport integrato” sarà presente a Vignola nelle giornate di domani e dopodomani.

Composto da diciotto atleti, il gruppo fa parte di un progetto di integrazione che, partendo da Roma, sta portando un concetto di calcio vissuto come inclusione sociale. Non è il gioco del pallone come tutti lo conosciamo ma è adattato per far partecipare chiunque: donne e uomini, giovani e anziani, disabili e normodotati. Giocato su un campo più piccolo e con quattro porte, viene portato avanti da cinque giocatori, ognuno dei quali gode di un punteggio sulla base delle proprie abilità in campo: si va dall'1, per i portatori di gravi handicap, fino al 5, per le persone che anche in una squadra normale sarebbero in grado di dimostrare buone doti di gioco.

Sulla base del proprio punteggio si hanno più o meno libertà e responsabilità in campo, in modo da permettere un gioco equo. Il progetto ha ricevuto la medaglia del Presidente della Repubblica, ma anche del presidente della Regione Bonaccini, ed è stato portato a Vignola, unica tappa regionale, con un forte coinvolgimento della classe 3°C del liceo scientifico Paradisi. Venticinque ragazzi giovedì mattina offriranno una dimostrazione di football integrato insieme ai membri della carovana.

Il professor Casolari, referente per il piano di alternanza scuola-lavoro dell’istituto, spiega: «C’è un aspetto umano che mi interessa sottolineare. Nella nostra società conta l’apparenza: ognuno deve essere sempre pronto, veloce e bello. Noi dobbiamo ragionare, lanciare un seme. Dobbiamo organizzarci, includere le persone, rapportarci con persone disabili, con gli anziani. Penso che sia stato un progetto importante per i ragazzi, che darà frutti a lungo termine, anche perché questa società si sta dimenticando di certe persone. È importante continuare nel tempo ad avere un atteggiamento di rispetto, di considerazione, di non esclusione. Questa è la cosa che più mi auguro resti ai ragazzi».

Il sindaco Pelloni ha caldamente appoggiato il progetto, sottolineando un aspetto: «Lo sport - dice - è salute, ma soprattutto inclusione, relazione, veicolo importante di relazioni sociali». —



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