Altre quattro spaccate con il tombino Il ladro solitario finisce ai domiciliari
SPILAMBERTO. I colpi al “Chicco d’Uva”, specializzato nella vendita di vini, e del dirimpettaio, “Deniz Kebab” oltre al circolo Arci e ad un altro colpo non ben definito. Sono gli ultimi episodi di furti avvenuti nel territorio spilambertese e sui cui i carabinieri della caserma locale hanno lavorato per mesi. E alla fine, dopo una meticolosa indagine, gli investigatori sono stati in grado di individuare il responsabile. Si tratta del 23enne Antonino C., già arrestato a fine gennaio dopo un colpo al bar Frenesia.
Molti negozianti hanno dovuto fare i conti con le incursioni del ladro solitario che era solito sfondare le vetrine utilizzando un tombino prelevato dalla sede stradale. Lo ha ripetuto almeno quattro volte, o comunque quel poker gli viene contestato dalla procura, tanto da costringere i carabinieri ad un attento e costante monitoraggio del territorio proprio per garantire sicurezza ai commercianti. Prendere quel ragazzo, arrivato in paese da poco dopo una vita ai margini in Calabria, era diventata una priorità, che si è concretizzata a fine gennaio. Il giudice, di fronte a cui si era presentato per il processo per direttissima, lo aveva infatti rimandato a Spilamberto, disponendo l’obbligo di dimora. In sostanza non poteva muoversi dal paese. E lui non ha infranto la decisione del tribunale, rimanendo a Spilamberto dove però non ha smesso di assaltare locali con la tecnica del tombino. I carabinieri si sono di nuovo messi sulle sue tracce, guardando le telecamere di sorveglianza e trovando vari riscontri (tra cui i vestiti indossati durante le scorribande), hanno chiesto e ottenuto che la misura diventasse più restrittiva. Il giudice ha accolto l’istanza tanto da disporre gli arresti domiciliari a cui i militari hanno dato seguito. —
F.D.
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