Gazzetta di Modena

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Da via Gallucci al Novi Sad: in 20 anni il centro si è scoperto giovane

GIB

La diffusione dell’happy hour ha fatto fiorire locali e clientela creando attriti coi residenti 

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LA STORIA

Chi a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila si fosse trovato a passeggiare nella zona della Pomposa, attorno alle 18, difficilmente avrebbe trovato un luogo in cui gustarsi un aperitivo. Avrebbe trovato, specie d’inverno, porte chiuse e facce poco raccomandabili, intente a portare avanti i propri affari e per niente propense ad avere gente attorno. Sicuramente quel visitatore “assetato” avrebbe trovato silenzio. E buio. Due aspetti che poco si sposano con l’happy hour, un fenomeno tutto anglosassone tanto apprezzato in Italia.

Tornando al nostro viandante, in quegli anni a Modena, avrebbe potuto soddisfare il suo desiderio di aperitivo solo nella zona di via Gallucci, in cui lo storico “Griffin’s” è il primo a sdoganare l’happy hour mantenendo fede al proprio stile tutto “Irish”. La cosa funziona e funziona così bene che i clienti aumentano e riempiono le strade del centro ben dopo l’ora di cena, creando i primi attriti con i residenti, tanto che spuntano i cartelli “Io voglio dormire” e nel 2006 c’è la prima causa.

A quel punto il Comune tenta una scommessa per riqualificare un’altra zona, quella sul versante opposto del centro, la Pomposa. La piazzetta Castelmaraldo sembra studiata alla perfezione: non troppo grande, quasi intima, a due passi dai parcheggi del Novi Sad e da via Emilia. E come per via Gallucci, anche qui la cosa funziona, soprattutto dopo l’apertura del Goblet nel 2008. Se quel viandante oggi tornasse a Modena troverebbe locali aperti e centinaia di ragazzi, in particolare nei weekend di primavera, un pienone dalle 18 fin dopo la mezzanotte dalla Pomposa fino in via Taglio, passando per un locale storico come lo Juta Café e altri bar.

Negli ultimi anni anche in San Francesco c’è stato un fiorire di locali, così come nella rinnovata piazza Roma, dove i ristoranti fanno registrare il tutto esaurito. E la prossima terra di conquista sembra essere piazza XX Settembre, uno dei luoghi più affascinanti di Modena. Ci sono poi gli under 20 che gravitano tra il Novi Sad, dove il Bamboo nei mesi estivi è sold-out, e il bar Stadio che lavora ben al di là delle partite dei canarini. Insomma se Modena ancora non è esattamente un città per giovani, di certo qualcosa è cambiato. L’inevitabile rovescio della medaglia è la trasformazione del silenzio in un chiasso festoso: così amato dai ragazzi, così osteggiato dai residenti. —

GIB

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