«L’Emilia deve preoccuparsi per usura e sconti in edilizia»
Il presidente Nicola Morra (M5s) è pronto a guidare la prima missione della Commissione parlamentare Antimafia, che sarà in città venerdì. E arriverà con alcuni chiari obiettivi: «Mi aspetto una grande disponibilità e capacità di approfondimento da parte di tutti gli attori istituzionali che sono lo Stato. È attraverso di loro che possiamo vigilare, controllare e capire il fenomeno delle infiltrazioni mafiose in una terra che ha scoperto di essere esposta alla criminalità organizzata. I sodalizi sono cambiati, sfruttano la loro notorietà intimidatoria e la capacità corruttiva e manipolatrice che diventano mezzi per scalare l’economia sana».
Il presidente parla di Aemilia, o meglio degli insegnamenti che il più grande processo alla ’ndrangheta del Nord ha potuto trasmettere. «Abbiamo compreso il fenomeno mafioso e soprattutto non si può più dire che “sono cose loro”, osservando gli eventi criminali del Sud. Ora gli affari hanno messo le radici anche in Emilia e in Veneto. Penso ad una frase detta dal sindaco di Casal di Principe in un convegno in Veneto: “anche da voi si sparerà e ci saranno morti per la superficialità con cui il sistema mafioso è stato affrontato anche dai rappresentanti politici”. Bene, io non mi auguro tutto ciò ma dico che bisogna sviluppare un senso civico e di analisi. Se Nicolino Grande Araci è diventato un punto di riferimento nell’edilizia, con scontistiche anche del 30-40% è perché nessuno si è fatto delle domande, nessuno ha voluto vedere e ha chiuso gli occhi».
Morra però vede nell’Emilia un territorio che ha gli strumenti per contrastare l’ambizione criminale. «In una terra dove la dignità del lavoro è tanto cara, penso che non si possa risparmiare sui costi sulla sicurezza del lavoro, chi lo fa non è persona rispettabile e qualche dubbio deve fare venire. C’è un mantra che deve accompagnarvi: pecunia non olet, il denaro non ha odore. L’economia legale deve avere dei vincoli etici, chi non rispetta i principi allora deve stare lontano dagli affari di questa terra». E per contrastare il denaro sporco, utile a scalare le aziende in difficoltà, Morra fissa un punto cardine. «Vorrei confrontarmi con chi si occupa di usura. Quando c’è una stretta del credito bancario è più facile che le imprese cerchino soldi altrove e ciò spalanca le porte alla criminalità che ha una liquidità illimitata. Non dimenticherò mai quanto disse un commercialista legato ai Casalesi mentre gli chiedevano degli affari in Veneto: risposte che al Nord “sono più disonesti di noi. Qua siamo più bravi con le fatture gonfiate, ma lassù c’è la chiara intenzione di evadere il Fisco. Ecco, l’evasione è una battaglia di civiltà che dobbiamo vincere insieme». —
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