Le vicende giudiziarie di Inalca in Parlamento
Braccio di ferro tra Inalca del Gruppo Cremonini di Castelvetro e il ministero del lavoro sugli appalti di manodopera nel settore della lavorazione delle carni. Dopo le ispezioni per verificare sia gli appalti sia le condizioni dei lavoratori, sono state revocate le agevolazioni previste inizialmente, a favore dei lavoratori precari, e sono scattate anche le sanzioni, a cura ora del giudice del lavoro. È quanto emerge dall'interrogazione della deputata modenese M5S Stefania Ascari al ministero, cui ha risposto il sottosegretario al lavoro Claudio Cominardi.
Dopo gli accertamenti degli ispettori su Inalca, le agevolazioni sono state disconosciute, e sottoposte a recupero, «con l'aggiunta delle relative sanzioni civili», ha spiegato il sottosegretario in aula alla Camera. Il verbale di recupero contributivo è stato però impugnato davanti al tribunale di Lodi, la cui sentenza di primo grado, favorevole all'azienda ricorrente, è stata appellata. Ma sulla vicenda, ha ricordato Cominardi, pende pure un processo penale a Lodi sull'ipotesi di truffa ai danni dello Stato, nato da un'ispezione «condotta dall'allora Direzione generale per l'attività ispettiva del ministero»: sarebbe emerso che Inalca, nonostante la risoluzione del contratto con la coop Consorzio Euro 2000, che prevedeva l'impiego di 850 lavoratori a tempo indeterminato, «ha continuato a servirsi degli stessi per mezzo di un contratto di somministrazione di lavoro stipulato con Trenkwalder». —
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