Quasi metà dei modenesi vive tra chiasso notturno fuorilegge
È un’emergenza urbana: i picchi maggiori arrivano dalle strade ad alto scorrimento poi ferrovie e industrie Nessun dato su aree “movida”
Come spiega la sentenza, la Pomposa rientra in una zona acustica comunale classificata Classe IV. Rientra quindi tra le «aree interessate da intenso traffico veicolare con alta densità di popolazione, con elevata presenza di attività commerciali e uffici, con presenza di attività artigianali». In effetti, la Pomposa è tutto questo. È vero che il Comune ha attuato un piano di sicurezza apposito per quella zona ma, al momento della riqualificazione, quando ha progettato di rivitalizzare quella zona del centro storico favorendo l’apertura di locali pubblici e l’afflusso di folle non aveva predisposto un piano rumori. E che si tratti di una zona rumorosa, anche se non tra le peggiori dell’area urbana, lo si capisce dalla cartina pubblicata nella “Mappatura strategica dei rumori” 2017. La lacuna emerge anche da questo importante documento che da un lato fa il punto della situazione e dall’altro indica le criticità: in primis autostrade e strade ad alto scorrimento e poi ferrovie e fabbriche. Nessuna indicazione invece sulle zone di movida. Eppure il Comune è estremamente attento al rispetto delle regole sui rumori diurni e notturni tanto che esistono numerose comunicazioni per ricordare i limiti per spettacoli, cantieri e attività industriali.
Passando allo stato della Pomposa, dalle misurazione utilizzate dal giudice - Arpae e il suo consulente - emerge che di notte il rumore è sopra i 55 Decibel, il limite massimo fissato. I residenti sono purtroppo in ampia compagnia. Secondo l’indicatore LNight, utilizzato dal Comune (indica il livello sonoro medio dalle 22 alle 6) sopra il 55 Decibel vive, anzi vorrebbe dormire, il 44% della popolazione (82.100 residenti in città); calcolando secondo i parametri interazionali, il 28% della popolazione modenese. Il problema dell’inquinamento acustico notturno è quindi molto elevato in città, quale che sia la fonte di emissione che consideriamo (al primo posto, le strade veloci). Come noto, il Comune predispone interventi mirati per alcune zone rendendole protette (ad esempio adottando la velocità massima dei 30 all’ora) ma la cartina pubblicata nell’ultima Mappatura lascia poco spazio alle illusioni: il rumore notturno è sicuramente un problema grave per i residenti della Pomposa (un problema per ora senza soluzione, come visto, perché è un effetto “corale” creato dal pubblico in strada e dai locali aperti) e va affrontato come emergenza. C’è poi un ultimo problema: la misurazione degli sforamenti. Dalla sentenza emerge chiaramente che gli strumenti attuali non sono adeguati a captare i suoni da una singola fonte considerando il rumore di fondo in una zona complessa come un’area da movida. Né sono adeguati gli esperimenti congegnati da Arpae (confrontare momenti diversi alla stessa ora con immagini delle telecamere). Servirebbero nuovi metodi adeguati alle aree affollate. —
C.G.
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