Curava i tumori con le tisane, l’Ordine Medici va fino in fondo
Il presidente Zennaro sul caso Alcover: «La Disciplinare esaminerà l’interdizione e anche la sua condotta professionale. Terapia “Hamer” non riconosciuta»
Tre anni di carcere, tre anni di interdizione dalla professione medica, una provvisionale da 120mila euro al fratello della vittima e 150mila mila alla figlia. Questa in estrema sintesi la condanna letta dal Tribunale di Torino contro la dottoressa modenese Gloria Alcover Lillo, ritenuta colpevole di omicidio colposo: consigliò una collega torinese sulla terapia per una paziente malata di tumore e “curata” con tisane e sedute psicologiche. Durante il processo si è discusso del ruolo della Alcover in questa tragedia sanitaria: fu un ruolo indiretto, nel senso che incontrò una sola volta la paziente. Ma è stato dimostrato, secondo il giudice, che ha influito nell’indirizzare la “terapia” fatale che ricalcava il controverso Metodo Hamer seguito dalla collega condannata anche in appello. E ora? Se è probabile che l’avvocato della dottoressa Alcover ricorrerà in appello una volta note le motivazioni della condanna, la sentenza rappresenta invece già un punto fermo per l’Ordine dei Medici di Modena che si è costituito parte civile al processo (tramite l’avvocato Alessandro Sivelli).
L’istituzione professionale dei medici modenesi ha le idee chiare su cosa fare. Come spiega il presidente dottor Mauro Zennaro, cardiologo a Baggiovara: «A metà della prossima settimana si riunirà la Commissione disciplinare e riaprirà il suo fascicolo». Perché il caso è ben noto all’Ordine. In piazzale Boschetti avevano affrontato la pratica Alcover già al tempi dell’indagine: su richiesta del gip di Torino, la dottoressa indagata era stata sospesa temporaneamente e poi riammessa. Il procedimento disciplinare procederà e la commissione preposta valuterà la posizione della collega e l’interdizione decisa dal tribunale. «Ci siamo costituiti parte civile - spiega il presidente Zennaro - e ora, alla luce della sentenza di Torino, rivedremo la valutazione sulla dottoressa Alcover. Valuteremo non solo il suo ruolo in questa vicenda giudiziaria ma il suo comportamento professionale in generale e la sua pratica medica». Il dottor Zennaro spiega chiaramente che la commissione non dovrà approfondire solo le conseguenze del processo (l’interdizione per tre anni) ma allargare la valutazione al trattamento del paziente, alle informazioni che gli vengono date in vista delle cure e anche alla sua libertà di scelta. Al centro della vicenda giudiziaria, infatti, c’è il Metodo Hamer e il ricorso che ne ha fatto la Alcover per la terapia consigliata per la paziente poi morta. «È un metodo non riconosciuto - spiega Zennaro - Si tratta di un trattamento di cure non-alternative ai metodi tradizionali riconosciuti dalla scienza medica».
«Non esistono medicine alternative efficaci. Noi facciamo riferimento alla scienza e la scienza dice che bisogna ricorrere ai migliori trattamenti disponibili. Queste pratiche sono “esterne”». Cosa intende per “esterne”? «Esterni sono i trattamenti non basati sul l'evidenza che sono le basi solide della corretta terapia», spiega Zennaro. —
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