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La scuola scende in campo per i bimbi affetti da diabete

Serena Fregni

Un protocollo con Ausl e Feder per l’assistenza e un corretto percorso formativo Si faranno controlli durante l’orario delle lezioni. Formazione per gli insegnanti 

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È’ stato firmato il protocollo tra Ausl, ufficio scolastico e Federazione diabete Emilia Romagna a sostegno dei bambini affetti da diabete di tipo 1. Un protocollo che vede la sanità modenese impegnata con le scuole, indicando loro le corrette procedure di assistenza garantendo la necessaria formazione per riconoscere un diritto fondamentale dei minori con diabete, quello di poter vivere le stesse esperienze dei loro coetanei. «Lavorando insieme - afferma Massimo Annicchiarico, direttore generale Ausl - con l’istituzione scolastica e Feder siamo riusciti a portare a termine un protocollo molto importante che si rivolge alla tutela dei bambini affetti da diabete e delle loro famiglie, una concreta rappresentazione della sussidiarietà in ambito sanitario e inclusione sociale». Il documento andrà a creare un percorso di inserimento in ambito scolastico nei servizi educativi per i minori con diabete di tipo 1, sia dopo il ricovero per l’esordio della malattia che durante l’iter scolastico dove si individueranno operatori scolastici che potranno somministrare l’insulina o farmaci salvavita (come il glucagone) in caso di necessità. «Per noi - commenta Rita Lidia Stara, presidente Feder - è un punto di arrivo che permetterà a tanti bambini di poter crescere sereno e insieme ai suoi coetanei. Se si frequenta una scuola adeguatamente formata e in grado di gestire la malattia, il bambino potrà vivere più al sicuro».

Una collaborazione attiva e coordinata, quella tra scuola, famiglia e la sanità in grado di garantire l’accoglienza, l’inclusione e la sicurezza del minore che, secondo le stime, in un anno passa tra le 800 e le 1200 ore a scuola. Per questo è necessario che gli operatori scolastici si facciano carico del controllo e supporto di ogni bambino individuando un percorso di inserimento scolastico personalizzabile da soggetto a soggetto e adattabile alle varie realtà locali. Il personale scolastico potrà inoltre partecipare agli incontri di informazione e formazione sul diabete di tipo 1 organizzati dalla Pediatria di comunità e concordati con la scuola perché grazie alla corretta formazione del personale scolastico è possibile dare una vita scolastica sicura, sia al minore che alla famiglia.

«Il contesto scolastico deve essere inclusivo - spiega Silvia Menabue, dirigente ufficio scolastico regionale - al fine di creare sensibilità e formazione, sia degli operatori che di tutto il sistema scolastico e questo percorso va verso la direzione dell’inclusione e equità per tanti bambini». Una malattia molto frequente e in crescita che rappresenta circa il 93% di tutti i casi di diabete in infanzia-adolescenza e comporta una carenza assoluta di insulina. Nella provincia di Modena il tasso di incidenza nella fascia di età 0-14 anni e di 17,2 casi su centomila abitanti all’anno e attualmente risultano a carico dei servizi sanitari 193 minori affetti da diabete di tipo 1. Per garantire un inserimento efficace e una riuscita del percorso, all’interno del protocollo è previsto, per il bambino, il diritto al controllo della glicemia durante l’orario scolastico oltre a poter trattare la glicemia con zucchero, l’iperglicemia con insulina, consumare i pasti scolastici nei modi e tempi appropriati, avere la possibilità di bere e svolgere in sicurezza le attività ludico-sportive. —

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