«Lascio una Medolla con più servizi sicuri e sostenibili e aziende modello»
Filippo Molinari dopo due mandati da sindaco esce di scena «Le elezioni locali? Più dei partiti contano le persone»
Filippo Molinari, dopo 10 anni non sarà più il primo cittadino di Medolla.
«Sono stati anni di profondo attaccamento al mio paese, al quale ho dedicato anima e corpo in questi anni. Lascio sereno per il tanto lavoro fatto e, confesso, anche stanco».
E che cittadina lascia? «Medolla oggi è meglio della Medolla pre-terremoto. Una comunità che ha saputo reagire ad una tragedia epocale, cercando di migliorarsi nella ricostruzione. Oggi abbiamo più servizi in edifici più sicuri e sostenibili. E anche tutto il comparto industriale ha ampliato, innovato, investito in modo eccellente».
Però nonostante questo il Pd, a Medolla come in altri comuni della Bassa, si presenta appoggiando una lista civica più ampia. Crede che sia la scelta giusta o bisognava essere più orgogliosi e coraggiosi?
«Nei comuni sotto i 15000 abitanti, dove non esiste il ballottaggio e l’apparentamento delle liste, le liste di centrosinistra sono sempre civiche, perché composte da uomini e donne del Pd ma anche da persone che con il Pd condividono valori e programmi, ma non tessere. Io stesso, che sono ora in Assemblea Nazionale Pd mi sono sempre candidato con liste civiche, che raccolgono le energie migliori delle comunità senza confinarle in una stretta visuale partitica. C’è una sinistra diffusa nel paese, nel terzo settore, nei mondi del lavoro e dell’economia, nelle parti sociali, nei movimenti civici, che va coinvolta. Chi fa questo fa una cosa giusta. E la fa con trasparenza, non certo per nascondersi».
Quindi non è preoccupato per l’esito delle elezioni amministrative?
«Il momento storico è complesso, essere di sinistra oggi non è facile. Credo però che nelle amministrative contino altri fattori oltre al quadro nazionale, che pure pesa. Ma il buon governo e la scelta di candidati che vivono quotidianamente nelle comunità sono fattori che peseranno molto. Sono preoccupato, ma fiducioso».
Calciolari è la scelta giusta per il centrosinistra?
«Alberto, oltre ad essere un amico, è una persona perbene, attenta, dialogante, preparata. Un candidato che rifugge esternazioni ad effetto, ma che lavora con serietà e competenza. Condividiamo gli stessi valori, sarei felice di passargli il testimone».
Cosa farà adesso?
«Tornerò al mio lavoro di comunicatore».
Se dovesse arrivare una candidatura per le Europee?
«Non è un’opzione sul tavolo, sono grato di aver potuto dare un contributo alla mia comunità».
Tre cose di cui va orgoglioso della sua esperienza da sindaco?
«La gestione dell’emergenza e della ricostruzione post sisma, l’apertura della scuola dell’infanzia statale e l’ampliamento del nido perché le bimbe e i bimbi sono sempre nella mia testa e nel mio cuore, i risultati raggiunti nella raccolta differenziata dei rifiuti (Medolla è al 93%, ndr)».
Tre cose di cui si è poi pentito di aver fatto?
«Per carattere, anche quando sbaglio, non mi pento di averlo fatto, perché sono convinto che si impari più dagli errori che dalle scelte giuste».
C’è un tema che infiamma il dibattito nella Bassa, ed è l’ospedale di Mirandola. Che posizione dovrà avere la sinistra al riguardo?
«Io sono in linea con l’ordine del giorno votato nel consiglio dell’Unione Area Nord, che chiede la qualificazione costante del personale, dei servizi e dei vari reparti presso gli ospedali di Mirandola e Carpi, dando all’ospedale di Mirandola il medesimo livello operativo di quello di Carpi (I livello). Ma il tema della sanità deve allargarsi alla prevenzione, ai servizi territoriali, all’integrazione con l’assistenza sociale ed i servizi domiciliari. Un tema complesso e di vitale importanza». —
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