Gazzetta di Modena

Modena

«Era un bravo prete dalla grande umanità e capace di coinvolgere anche i più giovani»

Giovanni Balugani
«Era un bravo prete dalla grande umanità e capace di coinvolgere anche i più giovani»

A Portile Fernando Bellelli ha lasciato un buon ricordo tra i fedeli «Quelle accuse? Nessuno ci ha mai portato delle prove» 

3 MINUTI DI LETTURA





il ricordo

Giovanni Balugani

Adue passi da una Modena trafficata e caotica, ma immersi nella quiete della periferia residenziale, tra il verde e i bambini che giocano a pallone in un campetto o sulle giostre del parchetto. È qui a Portile che il caso di don Fernando Bellelli è esploso in tutta la sua forza. Qui dove il sacerdote, allora poco più che 35enne, era solito passeggiare. «Ricordava un po’ don Abbondio», dicono di lui.

E dunque è un facile gioco di memoria immaginarselo, ricordando la descrizione del Manzoni, con il suo breviario in mano, camminare immerso nella lettura. Eppure non deve passare l’idea che fosse un sacerdote che si isolasse dalla sua comunità o travolto dagli eventi della vita come il personaggio dei Promessi Sposi.

Tanti, al contrario, ricordano il suo impegno per il paese, per i fedeli e per i giovani, che sono forse quelli che più di altri tendono ad allontanarsi dalla Chiesa, ad abbandonarla dopo la cresima.

«Lui, invece, aveva una grande capacità di parlare ai ragazzi e di coinvolgerli nella vita della parrocchia».

Un atteggiamento a detta di alcuni magnetico e che forse non fu visto di buon occhio.

«Voci. Di più non so», dice un signore che non ha voglia di fermarsi a ricordare un periodo che forse qualche ferita nella comunità ha lasciato. «Ma chi è don Fernando?», chiede una mamma ad altre sedute vicino a lei. Quella di fronte alza gli occhi, come a dire “Poi ti spiego”.

«Non sta a noi giudicare - dicono altri genitori - se la Chiesa lo ha cacciato ci saranno stati dei buoni motivi. Quello che possiamo riferire è ciò che ricordiamo di don Fernando: un sacerdote che si è comportato bene».

«Ha battezzato uno dei miei figli - aggiunge un padre - E ho un ottimo ricordo. A dir la verità non posso che dire buone parole del suo operato qui a Portile. E sinceramente non so che cosa abbia provocato quella protesta dei cartelli , ciò che so per certo è che le persone che si sono adoperate per tempestare le strade con scritte non hanno portato nessuna prova a sostegno delle loro accuse. E quindi restiamo nel “vox populi”. Niente più».

La sensazione è che ci siano due “populi” a Portile. Chi fugge alle domande e chi invece parla e rievoca un ricordo positivo di don Fernando.

«Molto preparato dal punto di vista teologico - dice il padrone di una simpatica cagnolina dalle lunghe orecchie - Lo vedevamo spesso in giro per il paese e aveva una grande umanità con i ragazzi. Frequentavo un corso per un battesimo e lui, terminata la lezione meramente teorica, si mostrava come una persona molto disponibile e aperta al dialogo. In definitiva un buon prete per quel che è la mia valutazione. Quello che facesse nella sua vita privata sinceramente non mi interessa».

La cagnolina si accuccia e lui prosegue con un dettaglio: «Ripensandoci, una cosa mi aveva colpito. Mostrava un certo malessere fisico. Appariva spesso nervoso, non so cosa fosse, ma è qualcosa che mi è rimasto impresso negli anni». —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google