«Concas appiccò rogo e uccise la Morandi»
La ricostruzione del pm alla fine delle indagini sulla morte della ex avvocatessa. I difensori: «Teoria senza prove»
Con una cicca di sigaretta Pasquale Concas ha innescato il fuoco sul materasso del letto di Elena Morando, ex avvocato civilista, dopo averla rapinata di 300 euro. Voleva appiccare un incendio per confondere. E proprio in quell’incendio a lentissima combustione è morta la Morandi cercando di mettersi in salvo all’ultimo minuto ma senza riuscirci. In base a questa sua ricostruzione, il pm Marco Imperato, indaga e accusa Concas di rapina, omicidio e incendio. È la terza accusa contro Concas per la morte di una donna. Ancora una volta viene ritenuto l’autore di un assassinio dopo una rapina a una sua conoscente. In questo caso una donna con la quale aveva una relazione. Questa nuova accusa di omicidio è formulata nell’atto di fine indagine appena comunicato dalla Procura ai difensori del magazziniere 51enne sardo, che prima dell’arresto del gennaio 2018 abitava a Montale. Gli avvocati Roberto Ricco e Marco Pellegrini, che lo hanno assistito anche nel recente interrogatorio in carcere su questo nuovo presunto delitto, annunciano azioni difensive «stiamo studiando gli atti - spiega l’avvocato Ricco - riteniamo tuttavia che gli elementi siano più suggestivi che basati su fatti concreti».
In effetti, il coinvolgimento di Concas in questo caso è arrivato del tutto inaspettato. La morte dell’ex civilista nella sua abitazione al secondo piano di una palazzina di via Boccabadati pareva assodata: soffocata dal fumo dell’incendio scoppiato in casa sua intorno alle 10.30 di una sera del settembre 2017. La Morandi era poco cosciente, tra alcol e sedativi, ma è riuscita a riprendersi appena in tempo facendosi largo tra il denso fumo arrivando in bagno. Ha provato a rompere la finestra per scappare ma è caduta fratturando un braccio e perdendo conoscenza per sempre. La causa del rogo, secondo i vigili del fuoco, era un mozzicone di sigaretta sul materasso. Proprio questo aspetto ora ribalterebbe la vicenda la ricostruzione del decesso. Concas stesso avrebbe gettato il mozzicone. E Concas era l’uomo che la Morandi frequentava da qualche tempo. Concas, il giovane sardo condannato a metà anni Novanta a 26 anni di carcere per l’uccisione di un’anziana di Olbia rapinata in casa. Concas, l’uomo che verrà arrestato pochi mesi dopo, nel gennaio 2018, per la rapina e l’omicidio di Arietta Mata, nei campi dietro il Ristorante Riverside al Ponte di Sant’Ambrogio e poi gettata da morta contro un treno n corsa per simulare un suicidio o un incidente. Secondo il Pm Imperato, quel pomeriggio Concas si era intrattenuto a casa della Morandi. Intorno alle 16.30 è uscito ma prima avrebbe buttato il mozzicone sul materasso apposta per provocare un rogo e depistare. Avrebbe chiuso le finestre credendo che il fuoco sarebbe avanzato (ottenendo invece l’effetto contrario). Tutto questo per coprire la rapina di 300 euro. Concas ha sempre sostenuto di non aver incendiato la casa e la sua estraneità alla morte della sua amica. —
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