Portile, don Bellelli era indagato per plagio e violenza sessuale Caso archiviato in silenzio
I suoi rapporti con una parrocchiana da poco maggiorenne spinsero i genitori della ragazza a denunciarlo. Dopo tre anni di accertamenti le accuse caddero
Tanti sapevano, nessuno ne ha mai parlato in pubblico. Eppure i cartelli offensivi contro di lui esposti a Portile e davanti alla chiesa che lasciavano intendere attività sessuale avevano portato alla luce lo scandalo cattolico per eccellenza: il rapporto tra un sacerdote e una donna. Il caso arrivò anche in tribunale, ai tempi del vescovo monsignor Antonio Lanfranchi. Un’indagine condotta in silenzio. L’accusa oggi rappresenta uno dei due pilastri dei motivi che hanno spinto Papa Francesco ad allontanare don Fernando dal clero. Il segreto riguardava la sua relazione con una ragazza. È una vicenda sfociata in una denuncia presentata prima che in paese venissero esposti i pesanti cartelli anonimi con riferimenti al “bunga bunga”: mentre Portile si faceva domande sull’operato del prete, in procura si indagava soprattutto su una relazione precedente al suo arrivo a Portile, con una ragazza di un’altra parrocchia. I genitori di lei, sconvolti dalla situazione precipitata sotto i loro occhi, chiedevano di indagare sul parroco di Portile. La denuncia venne presentata in Procura con accuse di plagio e violenza sessuale.
Queste pesanti accuse venivano inquadrate nell’ambito di una cerchia di ragazzi di parrocchia che credevano ciecamente in questo sacerdote colto e aperto. Quel parroco esercitava un indubbio carisma su di loro. E tra loro c’era la figlia. Ma per la giovane, da poco maggiorenne, non si trattava più di una forte influenza spirituale e culturale o di una sorta di culto della personalità, bensì di una relazione. Il loro legame non nasceva, sostenevano i genitori, da una scelta libera, anche se passionale della ragazza, ma da una sottile coercizione esercitata dal sacerdote: sostenevano che la soggiogava e gli permetteva di abusare di lei. Insomma, era incapace di resistergli. Di qui le accuse di plagio e violenza sessuale (diversamente una denuncia non sarebbe stata possibile, dal momento che lei era già maggiorenne). Molti parrocchiani sono venuti a conoscenza di queste accuse ma non si sono trasformate nei consueti pettegolezzi boccacceschi. La spaccatura tra parrocchiani va quindi vista alla luce di queste accuse. Per tre anni la Procura ha indagato su queste accuse. Al pm la ragazza ha chiarito i termini dei suoi rapporti. Le accuse non hanno retto e il caso è stato archiviato quasi due anni fa. Sempre nel silenzio. —
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