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La Curia replica all’ex prete «Processo equo e regolare»

P.S.
La Curia replica all’ex prete «Processo equo e regolare»

L’Arcivescovado rigetta le accuse di Bellelli sul procedimento del Vaticano

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Il procedimento nei confronti di Fernando Bellelli è stato istruito a regola d’arte, sono state garantite le «condizioni di parità processuale fra l’accusa e la difesa» e «ha avuto la possibilità di difendersi sia attraverso disposizioni orali e scritte sue e dei testimoni indicati da lui». La curia di Modena rispedisce al mittente le parole sottoscritte in un comunicato dell’ormai ex sacerdote (Bellelli aveva parlato di «procedura alternativa a quella che consente un pieno contraddittorio e dunque la possibilità di una difesa piena e dinamica»), con un altro comunicato molto esplicito.

Le parole del vescovo e della curia sono ancora affidate alla forma scritta (l’obiettivo è, come è trapelato, quello di salvaguardare le persone coinvolte) e non lasciano spazio a dubbi: il procedimento canonico, istruito dalla diocesi di Modena sulla base di indicazioni e richieste da parte della Congregazione per il Clero, procedimento che poi ha portato alla decisione di papa Francesco di firmare il decreto di dimissione dallo stato clericale di Bellelli, è perfettamente regolare.

«In merito alle dichiarazioni apparse sulla stampa in data 6 aprile 2019 circa la vicenda di Fernando Bellelli - scrive la cancelleria dell’Arcidiocesi - si precisa quanto segue: «Ogni procedimento penale canonico prevede che sia garantito il pieno diritto alla difesa, il suo concreto esercizio anche attraverso l’assistenza di un avvocato e un’effettiva condizione di parità processuale fra l’accusa e la difesa. Così è stato, rigorosamente, anche per don Fernando Bellelli. Nel corso dei tre anni di durata del procedimento canonico, egli ha avuto la possibilità di difendersi e l’ha esercitata sia attraverso i ricorsi sia attraverso deposizioni orali e scritte sue e dei testimoni indicati da lui e dalla sua legale».

In pratica, dunque, negli ultimi anni (l’avvio del procedimento canonico è datato febbraio 2016, pochi mesi dopo l’arrivo a Modena del vescovo Erio Castellucci) si è svolto un processo che ha riguardato aspetti fondamentali della vita sacerdotale ed evidentemente, sentiti testimoni e fatte le debite indagini, le risultanze sono state tali da far pendere la bilancia della giustizia ecclesiale nella direzione opposta da quella auspicata dall’ex presbitero. —

P.S.

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