Timbri rubati in prefettura per creare documenti falsi
Documenti falsi, timbri rubati alla prefettura e firme contraffatte del console del Pakistan. Sono questi gli ingredienti principali che sono serviti al titolare pakistano di un’agenzia di affari di Carpi per mettere in piedi una truffa ai danni dello Stato grazie alla quale sono stati emessi almeno 380 codici fiscali illegali, utili a ottenere detrazioni familiari. Tutto è cominciato nel luglio 2018 quando la prefettura di Reggio Emilia ha segnalato alla procura e alla questura che su alcuni documenti legalizzati presentati all’Agenzia delle entrate reggiana, necessari per l’attribuzione del codice fiscale, erano presenti dei timbri rubati qualche tempo prima dagli uffici della prefettura stessa.
Tramite le indagini si è risaliti agli “affidavit”, i documenti che sarebbero stati rilasciati dal consolato generale del Pakistan, legalizzati con l’apposizione dei tre timbri rubati dalla prefettura reggiana. Da verifiche successive effettuate in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate, la Mobile è quindi riuscita a risalire alla persona che aveva prodotto la documentazione: A. F., cittadino pakistano 30enne titolare di un’agenzia di pratiche per stranieri di Carpi. È stato anche stabilito che i documenti “affidavit” erano falsi, poiché non redatti su carta intestata del consolato e con timbro e firma del console generale falsificati. La perquisizione nello studio di consulenza di Carpi, poco più che uno sgabuzzino con un’insegna all’esterno, ha poi permesso di recuperare i timbri sottratti alla prefettura e utilizzati per la legalizzazione, nonché documentazione nel pc dell’indagato tra cui le scansioni del timbro del consolato e la firma del console pakistano. L’uomo è quindi indagato per falso e per la ricettazione dei timbri rubati. —
L.G.
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