Carpi, Alessandra e l’arte delle torte «Amore che sa di rivincita»
Rimasta incinta ha litigato con la datrice di lavoro e non è più tornata in ufficio «Ero appassionata di cibo, ho scommesso su di me e adesso sono felice». L'incontro fondamentale con Massimo Bottura
CARPI. Nella storia della 40enne Alessandra Bulgarelli un ruolo di prim’ordine lo ha svolto Massimo Bottura, anche se lo chef modenese non ha idea di quanto le sue parole abbiamo fatto la differenza. Alessandra sta infatti vivendo la seconda delle sue due vite professionali per merito suo. Fino a cinque anni fa lavorava in un’azienda di moda, mentre oggi è la titolare di Doppio Zero, nome evocativo della sua passione per i dolci e i prodotti da forno. Non sono solo torte quelle che realizza, ma opere d’arte culinaria.
Da chi ha imparato?
«Da mamma e nonna, che facevano sempre tutto in casa. Le mie ricette sono ancora le loro, oltre a quelle di mia suocera. Ai tempi della scuola superiore, per potermi mantenere agli studi ho lavorato in una rosticceria e mi sono avvicinata al mondo del cibo, che adoravo, ma preso il diploma ho dovuto trovare un posto fisso: ho abbandonato la mia passione, mi sono fatta una famiglia e avuto il primo figlio».
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Il suo presente deriva da una delusione del passato cui deve tutto.
«Al mio ritorno in azienda, mi avevano declassata: al mio posto era rimasta la persona che mi aveva sostituito in gravidanza. Dopo tre anni sono rimasta incinta di nuovo, una gravidanza difficile, e lì ho avuto un forte scontro con la titolare. Non sono più tornata».
Questo cinque anni fa. Poi?
«Ho deciso di dar forza alla mia passione, la cucina. Dopo le prime prove casalinghe, ho creato un blog di ricette. È in quel momento che ho avuto una delle prime fortune: un’azienda informatica è rimasta contagiata dal mio entusiasmo e mi ha regalato blog, I-pad e cellulare, mettendomi nelle condizioni di interagire con le persone. Credevano talmente in me che ho iniziato a crederci anche io. Ho consumato Youtube a forza di tutorial, dopodiché mi sono iscritta a un corso professionale a Modena. Una sera io e miei compagni abbiamo incontrato Bottura. Ci disse di inseguire i nostri sogni. Mica facile, risposi. E lui: “non ci vuole niente, bisogna solo crederci: se ci credi, riesci”. Mi ha dato una carica enorme: mi sono iscritta a un corso di marketing e, nonostante mi abbiano dato per perdente alla prima lezione, oggi dico che sono l’unica partecipante di quella sessione che è riuscita nella sua attività».
Di fortuna in fortuna.
«Facebook mi aveva fatto un altro regalo proponendomi l’amicizia di quello che è diventato il mio ex socio. Stava aprendo un’attività, mentre io non riuscivo perché ero economicamente da sola: l’ho contattato e dopo poco ci siamo trasferiti in un capannone attrezzato di tutti i macchinari, dove è nato Doppio Zero. L’azienda è andata subito benissimo. Lavoravo 20 ore al giorno, però, e non riuscivo a stare con la famiglia, così alla fine ci siamo divisi. A settembre 2017, mi sono messa in proprio».
Le sue decorazioni sono opere d’arte.
«È la parte che amo di più e dove metto tutta me stessa. Se una cosa non la so fare, cerco su Internet. Non mi ritengo speciale».
Un mestiere spesso maschile, per gli orari.
«Sono fortunata perché la mia clientela è composta quasi interamente da donne, che in molti casi lavorano e sanno cosa vuol dire avere una famiglia». —
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