Oltre 1200 parti in un anno Il 4% sceglie l’agopuntura
La dottoressa Flavia Pazzoni: «Il primo anno di prova è andato molto bene In città l’unica struttura non universitaria a praticarlo. Qualità della vita migliore»
Una delle novità che hanno caratterizzato il 2018 del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Sassuolo, è senza dubbio l’ausilio dell’agopuntura per le donne in gravidanza e nel momento del parto. Tra le centinaia di donne che hanno partorito (oltre alle under 30, ricordiamo, tra tutti, un dato significativo: 666 tra i 30 e 40 anni e 79 over 40 per un totale di oltre 1200 parti all’anno) una cinquantina hanno adottato proprio questa tecnica orientale come metodo di aiuto al dolore ed alle complicanze. Ne parliamo con Flavia Pazzoni, una delle professioniste abilitate in questo servizio, nel nosocomio cittadino. «Il primo anno di prova è andato molto bene – afferma Pazzoni– con circa il 4% delle donne che hanno partorito nell’ospedale di Sassuolo nel 2018 che ha usufruito di questo servizio. Abbiamo pensato di aprire questo ambulatorio di agopuntura, erogato all’interno del Servizio sanitario nazionale, per completare l’offerta della nostra unità operativa alla gravida e ci piaceva completarlo con qualcosa anche di non convenzionale, ma complementare a quelle che sono le terapie utilizzate per le varie patologie che possono interessare la gestante».
Una novità assoluta per la provincia di Modena?
«Dal punto di vista ostetrico siamo l’unica struttura non universitaria, anche se siamo in buona compagnia perché in Italia ci sono circa 79 centri che offrono agopuntura, alcuni offrono anche fitoterapia e omeoterapia e si trovano soprattutto in Toscana, la prima ad aprire in Italia al pubblico, dispensata dal servizio sanitario nazionale, le terapie non convenzionali».
I numeri che confermano una crescita di questa tendenza sono sbalorditivi: i dati Urispes del 2017 riferiscono che circa il 22% della popolazione italiana usufruisce di medicina non convenzionale; al primo posto l’omeopatia cui segue l’agopuntura. Il 22% è una buona fetta della popolazione. Più di uno su 5.
Come si accede al servizio?
«Il servizio è rivolte alle gravide - continua la dottoressa Pazzoni - e distinguiamo due grandi fasce. Le gravidanze non ancora a termine, prima della 37esima settimana di gestazione: queste hanno un accesso tramite impegnativa del medico di medicina generale per sedute di agopuntura in gravidanza e prenotazione al Cip, il centro interno di prenotazione. In questo caso le prestazioni sono assoggettate ad un ticket a seconda delle fasce di reddito della gestante. Da quando la gravida è invece presa incarico dall’ambulatorio della gravidanza a termine, la gestione è interna tramite le ostetriche che gestiscono l’ambulatorio e, alla 37esima settimana, il servizio è offerto gratuitamente. L’agopuntura è una medicina non convenzionale, che può sicuramente migliorare la qualità di vita di alcune situazioni patologiche, soprattutto il dolore lombare, la lombosciatalgia, che è uno dei tipici problemi della gravida, e aiuta a diminuire l’utilizzo degli antinfiammatori, degli antidolorifici. Quindi, migliora la qualità di vita. Questa tecnica è forse tra le varie medicine non convenzionali la più olistica, ovvero fa diagnosi della paziente in senso lato. L’accoglimento del paziente è a tutto tondo e c’è una grande soddisfazione poiché si vede proprio il beneficio e l’applicazione degli aghi è poco dolorosa senza effetti collaterali». —
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