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patrimoni monumentali 

S. Agostino e chioschi “liberi” col decreto Sblocca-cantieri

Stefano Luppi
S. Agostino e chioschi “liberi” col decreto Sblocca-cantieri

Se il provvedimento sarà approvato si modificheranno vincoli e tempi dei progetti E questo potrebbe far ripartire interventi in stallo per i veti delle Soprintendenze

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Se il sindaco Gian Carlo Muzzarelli vorrà sperare di risolvere i problemi della riqualificazione monumentale in centro - in primis ex ospedale Sant’Agostino e chioschi del parco delle Rimembranze - dovrà sperare nel governo Lega-5Stelle. Dovrà, il ricandidato esponente del Pd, ringraziare l’attuale governo che starebbe per approvare nuove norme che riducono, sensibilmente, la tutela sui beni monumentali vincolati. E tra le migliaia di beni vincolati, in Italia, ce ne sono appunto anche a Modena, in due casi con lavori, al momento, fermi al palo. Un bel paradosso che si potrebbe verificare nei prossimi giorni se diverrà legge il decreto “sblocca cantieri” del quale, da giorni, gira una bozza ritenuta pressoché definitiva.

La vicenda, appunto, riguarda anche Modena, a partire dall’ex ospedale Sant’Agostino sul quale Muzzarelli si gioca molte carte per una rielezione. L’immobile settecentesco, ormai da anni, attende di vedere partire un restauro da decine di milioni di euro, ma si aspetta il via libera della Soprintendenza perché il restauro non è solo conservativo ma prevede anche alcuni abbattimenti. Nei giorni scorsi sulla Gazzetta la Soprintendente Cristina Ambrosini ha anticipato che una decisione arriverà entro questo mese e non è detto giunga prima dello “Sblocca cantieri” di Roma.

La nuova legge del governo gialloverde potrebbe interessare anche i tre chioschi del parco delle Rimembranze, un luogo storico anch’esso vincolato. Per costruire le strutture leggere dei futuri bar, secondo l’ex Soprintendente Luigi Malnati, era necessario presentare un progetto nuovo alla Soprintendenza, un atto amministrativo che potrebbe diventare inutile con il nuovo “Sblocca cantieri”.

Ma cosa dice la bozza di questo documento romano, anticipato da Repubblica, che a breve dovrebbe entrare in Consiglio dei ministri? Come dicevamo potrebbe contenere norme che diminuiscono il potere di controllo sui beni tutelati da parte delle Soprintendenze statali. Un ufficio, quest’ultimo, spesso odiato dalla politica, da sinistra a destra. Se il governo oggi tenta il blitz non va dimenticato che anche l’ex segretario Pd Matteo Renzi si scagliò contro le Soprintendenze e, a livello locale, anche a Modena i politici sovente non vedono di buon occhio questo “bilanciamento” dei poteri esercitato grazie alla tutela del patrimonio vincolato.

In un articolo della bozza governativa si legge che “il termine di conclusione è fissato in misura non superiore a sessanta giorni, decorso il quale, ove l’autorità competente (la Soprintendenza) non si sia pronunciata, l’autorizzazione, il parere favorevole, il visto o il nulla osta si intendono rilasciati”. Insomma, arriverebbe un cosiddetto “silenzio-assenso” di appena due mesi, una sorta di “via libera” per tutte le amministrazioni future visto che gli uffici delle Soprintendenze sono spesso sottodimensionati per quanto riguarda il personale. Questo, però, potrebbe dar vita ad un paradosso: molti Soprintendenti potrebbero dire no a prescindere, bloccando così tutta Italia. Insomma un pasticcio. Vale la pena sperare in questo caos della tutela del patrimonio - come dice l’articolo 9 della Costituzione - “solo” per vedere finalmente partire i cantieri cittadini? —

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