Centro di Salute Mentale Spazi moderni per gli utenti
Terminata la prima parte dei lavori all’ospedale Ramazzini: tornano gli operatori Bellelli: «Impegno rispettato». Cantiere da 1,1 milioni da completare in estate
Il bacino di utenza del Csm di Carpi e degli ambulatori periferici dislocati nell’Unione si occupa di circa 1200 persone seguite in modo regolare cui, ogni anno, si aggiungono tra i 150 e i 200 nuovi arrivi come ha spiegato il dottor Giuseppe Tibaldi, direttore del Centro.
«Ci eravamo presi un impegno e oggi sono quanto mai soddisfatto del fatto che questo territorio si riappropria di locali fondamentali per la salute, quella mentale, riguardo la quale si è superato lo stigma. Grazie al dialogo con le associazioni, l’esclusione di protocolli quali quelli che prevedono la contenzione meccanica e la sperimentazione di nuove procedure, abbiamo raggiunto importanti obiettivi, ma non ci fermiamo». E l’obiettivo principale cui ieri si riferiva il sindaco Alberto Bellelli era quel Centro di Salute Mentale che ora si presenta tutto nuovo, con un numero maggiore di spazi per pazienti e operatori, in un edificio non solo ampliato (140 metri quadrati in più, al piano terra), ma completamente migliorato dal punto di vista dell’antisismica e del risparmio energetico (grazie al rifacimento dell’intera guaina del tetto, la sostituzione di tutti gli infissi e il completamento del cappotto esterno).
Gli spazi della palazzina, oggetto di ristrutturazione e ampliamento dallo scorso anno, sono stati riconsegnati ieri per la riapertura delle attività nei nuovi ambienti alla presenza del sindaco; del direttore generale dell’AUsl, Massimo Annicchiarico; di Fabrizio Starace, responsabile del Dipartimento di Salute mentale; di Giorgio Cova, presidente dell’associazione Al di là del muro; dei professionisti del Csm, dei pazienti e dei loro familiari.
Da oggi, dunque, sarà ufficiale il rientro di operatori e pazienti nella sede storica (temporaneamente delocalizzati in altri spazi del Ramazzini, nel recente passato, per consentire lo svolgersi dei lavori), mentre tra pochi mesi saranno completati anche l’emergenza e la fase post acuta, ossia la Residenza a trattamento Intensivo (Rti) e l'Spdc (Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura), al piano terra della palazzina.
La conclusione dei lavori (del valore di 1,1 milioni) è prevista per giugno, con partenza delle attività a piano terra già in luglio. L’intervento ha visto la modifica radicale della struttura per adeguarla alle esigenze normative e cliniche di cura e assistenza delle persone con disagio psichico critico, secondo un modello di presa in carico e di accompagnamento dal ricovero ospedaliero alla riabilitazione, in vista del ritorno a casa.
«La riapertura di oggi e quelle ormai prossime di Spdc ed Rti rappresentano un grande successo per la città - ha detto commosso Giorgio Cova, presidente dell’Associazione Al di là del Muro - Si potranno così garantire servizi più veloci e incisivi e i pazienti potranno avere una continuità di cura e la sicurezza di avere il loro medico di riferimento sempre vicino. È un modo di vedere la psichiatria molto più moderno e umano e tutto ciò avrà ripercussioni positive non solo sui pazienti, ma anche sulle famiglie coinvolte nel vortice della malattia. È doveroso ringraziare lo staff e i medici, per i quali auspichiamo nuove assunzioni in vista di un servizio sempre migliore». —
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