Sale operatorie, è terminata la prima fase del restyling
Adesso uno stop per test e traslochi e a giugno il nuovo comparto sarà operativo A maggio però partiranno già i lavori del secondo stralcio. Due sale sempre attive
È terminata la prima fase del restyling delle sale operatorie dell'ospedale di Pavullo. Venerdì sarà chiuso il cantiere della prima sala, aperto il 5 luglio scorso, che ha visto gli spazi gestiti in modo tale da consentire in una “metà” dell'area il proseguimento dell'attività chirurgica (ovviamente non è stato possibile fare tutto: alcuni interventi di ortopedia e oculistica sono stati trasferiti a Vignola) per non arrivare a un blocco prolungato che poteva “disaffezionare” i pazienti all'ospedale.
Uno stop ci sarà adesso, ma di sole 4-5 settimane per effettuare test e traslochi così da varare a giugno la prima parte del comparto rinnovato. Intanto a maggio inizieranno i lavori per la seconda parte, ma sempre mantenendo due sale attive: ciò che è all’interno delle “vecchie” ora in funzione sarà spostato nella nuova sala e una seconda sarà ricavata nei locali dove c'era l’endoscopia. Termine previsto a dicembre, così da inaugurare la seconda sala rinnovata a inizio 2020. In tutto è un investimento da 1,8 milioni (1,4 dalla Regione e resto fondi Ausl). «È un intervento altamente migliorativo – sottolinea Elis Sacchi, direttore dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione Area Sud – Pavullo avrà un polo chirurgico specializzato negli interventi di maggiore frequenza con tecniche mini-invasive e per la chirurgia protesica». «Si potrà fare tutto come prima: colecistectomie laparoscopiche, riparazione laparoscopica con protesi di ernie inguinali, ombelicali, epigastriche, laparoceli, riparazione con protesi di ernie inguinali per via anteriore, varici, interventi di proctologia e altri piccoli interventi.
Nel tempo anche appendiciti e colecistiti acute» spiega Silvia Neri, dal 1° ottobre a capo della struttura complessa di Chirurgia generale attivata in sinergia con gli ospedali di Sassuolo e Vignola. Struttura che nei piani è un ulteriore plus: «L'unificazione tra le équipe chirurgiche, con operatori indifferentemente provenienti dai tre ospedali – rimarca – permette di operare nelle tre sedi assicurando competenze che un piccolo ospedale non potrebbe avere, indirizzamento del paziente verso il percorso più appropriato (da qualsiasi territorio provenga), elevato standard di cura e rispetto dei tempi d'attesa». A livello di personale, a seguito di pensionamenti, a Pavullo sono stati acquisiti due nuovi chirurghi: uno a gennaio e il secondo entrato in servizio proprio in questi giorni.
«Si crea una nuova unità chirurgica sinergica, i vecchi sono sostituiti dai giovani: mi sembra tutt'altro che uno smantellamento dell'ospedale come taluni ancora paventano» nota il direttore di distretto Carlo Serantoni. «Esclusi i casi di interventi maggiori, tutti i frignanesi troveranno una risposta locale per le loro esigenze». —
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