«Segnaliamo, diamo una mano contro spaccio e atti vandalici»
Enzo, Piero e Mara raccontano le varie problematiche a cui cercano di ovviare collaborando con la Municipale «Zona del parco da controllare»
«Avevo perso la prima riunione, quella al centro civico dove per la prima volta Comune e Municipale illustrarono la possibilità di creare i gruppi di controllo del vicinato. Verso sera ero in bici e incontrai un ispettore dei vigili che mi chiese informazioni su dove fosse una persona, che aveva dato la sua disponibilità. Dopo due chiacchiere veloci, eccomi “arruolato”».
Enzo spiega che «fare controllo del vicinato vuol dire anche dare informazioni utili, girare segnalazioni a chi di dovere quando ci sono o iniziano a crearsi delle problematiche». E si riferisce a un probabile giro di spaccio. «Nella zona del parco di Cognento - dice - abbiamo avuto segnalazioni di gente che arriva, con biciclette, si ferma, fa la consegna ad altri che già sono in zona o che arrivano in auto. Bisogna intervenire prima che il giro diventi conclamato e fare passaggi. I passaggi di vetture di forze dell’ordine ci sono stati - prosegue - quando abbiamo segnalato che spesso, durante la nottata, gruppetti di giovanissimi si ritrovavano e alla mattina l’area giochi era o danneggiata o piena di rifiuti, piccoli atti di vandalismo». « Non solo - riferiscono Enzo e Piero - abbiamo anche segnalato, ad esempio, il problema della scarsa illuminazione nella zona dove c’è il campo cani. Ormai la gente, nelle ore buie, evita di percorrerla perché si rivela potenzialmente pericolosa. Continuando negli esempi, abbiamo avuto questioni di privacy relative a telecamere puntate o meno sulla gente: ci siamo adoperati per fare intervenire la Municipale in merito per chiarire la situazione. Collaboriamo alla nostra protezione e nel contempo cerchiamo di rendere migliore, più sicura, più vivibile la nostra frazione».
Mara, attiva nel volontariato, non nasconde le sue preoccupazioni per la minaccia reale e costante delle scorribande.
«Non possiamo che continuare nel nostro osservare e segnalare - dice - Cerchiamo di sentirci, di scambiarci situazioni, ci sono le chat che ci tengono uniti e iniziamo un po’ tutti a conoscerci meglio di prima perché partiamo da una base comune, il problema dei furti, e sappiamo che in qualche modo dobbiamo contribuire a difenderci». —
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