Andrea e il “fare cultura” come impegno per gli altri
Il 27enne pavullese ha sempre effettuato esperienze nel volontariato «Con l’associazione Pandora Rivista organizziamo incontri politico-sociali»
I suoi interessi di ricerca all’interno dell’università lo hanno portato ad avvicinarsi al mondo del terzo settore e dei sistemi territoriali di welfare, ai quali ha sempre cercato di affiancare esperienze sul campo all’interno di diverse organizzazioni.
Andrea Baldazzini, 27 anni, originario di Pavullo, da diversi anni vive a Bologna dove ha studiato Filosofia e Sociologia. «A fianco dei miei interessi strettamente professionali, mi occupo poi di progettualità culturali innovative e di welfare culturale – racconta Andrea - Da diversi anni, sono volontario dell’associazione culturale “Pandora Rivista” con sede a Bologna anche se la mia prima esperienza di volontariato risale a 10 anni fa, in una piccola associazione a Pavullo che si occupava di fornire un supporto allo studio per giovani studenti con problemi di dislessia».
« Con la mia associazione bolognese – spiega Andrea - organizziamo diverse attività di carattere culturale: abbiamo una rivista cartacea e online e realizziamo seminari, conferenze e ricerche su diversi settori politico-sociali. Facendo parte dell’associazione fin dalla sua nascita, svolgo al suo interno diverse attività, in particolare mi occupo della parte di progettazione e innovazione e insieme ad altri aiuto nella gestione dei social, soprattutto Facebook, un canale per noi fondamentale e sul quale siamo molto seguiti». Le varie esperienze che Andrea ha avuto nell’ambito del volontariato sono sempre corse parallele alla sua passione per l’attività politica, che fin dall’inizio ha svolto e interpretato come impegno verso gli altri, un impegno tanto intellettuale quanto sul campo, lavorando per e con le persone. «Questa è stata la ragione che mi ha spinto a fare prima volontariato in generale e poi proprio in un’associazione culturale. Al di là delle retoriche in materia, la cultura può cambiare davvero la vita, permette di trovare lavori più qualificati, favorisce la coesione tra persone e oggi c’è bisogno di un grande impegno, soprattutto dei giovani, nel trovare nuovi modi di fare cultura realmente capaci di trasformare, in meglio, i propri spazi di vita e le comunità in cui noi tutti abitiamo» sostiene Andrea.
«Grazie alla recente esperienza che ho avuto collaborando con il Centro Servizi per il Volontariato di Modena - conclude il ventisettenne pavullese - ho potuto confrontarmi con centinaia di giovani studenti e grazie alla mia associazione, sono sempre più convinto del fatto che fare volontariato oggi è importantissimo, anche dal punto di vista lavorativo poiché si acquisiscono moltissime competenze sia tecnico-pratiche, sia relazionali, e se presentato in questo modo, si riesce ad avvicinare anche chi è più diffidente verso il volontariato, sia giovani che meno giovani che a volte hanno una visione eccessivamente riduttiva e ristretta di questo mondo». —
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