L’area dell’Appennino ultimo baluardo per i piccoli negozianti
Con gli ambulanti sono favoriti dalla lontananza degli iper Uno su cinque sceglie di acquistare abiti al mercato
Vuoi aprire un piccolo negozio di alimentari? Meglio farlo in Appennino, dove del resto se la passano meglio anche gli ambulanti. Hai in mente una grande attività specializzata in elettrodomestici? Meglio aprirla in città, anche se la concorrenza del web inizia a farsi sentire.
È la fotografia del rapporto tra le abitudini di consumo dei modenesi e il territorio provinciale, emersa durante l’iniziativa pubblica organizzata ieri sera dalla Cna modenese all’hotel Des Arts di Baggiovara. E se ieri, con la diffusione dei primi elementi dell’indagine condotta dall’associazione, era emersa la propensione dei modenesi ad acquistare i generi alimentari prevalentemente nei centri commerciali (72,5%), oggi il focus si sposta sul rapporto tra acquisti e territorio.
Così, scopriamo che quel 72,5% di cittadini che fanno la spesa nelle grandi strutture diventa addirittura 75,3% se si prende in considerazione il capoluogo, dove solo il 4,5% dei cittadini acquista nei piccoli negozi, mentre il 13,9% si rivolge alle attività specializzate. I numeri cambiano molto, invece, spostandosi in Appennino, dove la diffusione minore di queste strutture porta “solo” il 51,5% dei cittadini a rivolgersi ai centri commerciali per acquistare generi alimentari, mentre il 30,7% si rivolge ai piccoli negozi e il 12,4% a quelli specializzati.
Per quanto riguarda il resto della provincia, invece, i numeri sono simili a quelli di Modena città, con il 74,8% di cittadini che vanno al centro commerciale, mentre il 13,9% si rivolge ai negozi specializzati e il 7,8% alle botteghe e agli esercizi di quartiere. Situazione ben diversa per il settore elettrodomestici e tecnologia: in questo caso, se il dato provinciale è del 12,8%, in città solo il 7,1% delle persone si rivolgono agli ipermercati per fare acquisti, preferendo di gran lunga i grandi negozi specializzati (65,9%) o quelli piccoli (13,5%), e puntando decisamente anche sul web, che assorbe il 13,5% del mercato. Numeri diversi in Appennino, dove la situazione è molto più equilibrata: anche qui guidano la classifica i grandi negozi specializzati (39,8%), ma anche quelli piccoli (37,3%) hanno un ruolo importante, così come gli ipermercati (13,5). Molto meno rilevante il mercato sul web, che con il 7,80% “vale” la metà rispetto ai numeri registrati in città.
La rivincita dei piccoli negozi arriva sul settore abbigliamento e calzature: in città li sceglie il 42,3% dei cittadini, anche se un buon numero (31,2%) si rivolge alle catene. Numeri significativi anche per il mercato su internet (8,5%), mentre in città si rivolge agli iper solo il 5,5% di chi vuole acquistare abbigliamento, lasciando agli outlet il 3,6% del mercato e agli ambulanti l’8,6%. Piccoli negozi protagonisti anche in Appennino (43,8%), dove però il mercato lascia molto meno spazio alle catene (13,5%) e molto più agli ambulanti: si rivolge a loro più di un cittadino su cinque (20,9%).
Tornando ai piccoli negozi,una speranza viene proprio dalla città: secondo il 61,1% degli interpellati residenti a Modena, le piccole attività non sono destinate a scomparire, mentre in Appennino la pensa così solo il 52,8% degli intervistati. —I
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