Gazzetta di Modena

Modena

Quando “piccolo è bello”: «La qualità si paga qui niente ressa e frastuono»

Agata Patanè

I favorevoli alla realtà dei negozi tradizionali di generi alimentari e gli irriducibili i frequentatori del mercato Albinelli in centro storico 

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Tanto razionali e precise le corsie del supermercato quanto caotiche, colorate, rumorose si pongono a confronto le bancarelle dell’Albinelli, storico mercato coperto del centro di Modena. Basta infatti un passo all’interno del famoso mercato a riportare ad atmosfere e sapori d’altri tempi, con un pullulare di gente intenta a guardare, parlare, comprare direttamente da questo o da quel venditore. Una realtà particolare, tanto affascinante da diventare spesso meta di escursioni turistiche da parte di chi si accinge a visitare Modena, contribuendo sicuramente al già variopinto quadro di persone che, con maggiore o minore frequenza, contribuiscono ad animarne le giornate. C’è chi si dice infatti affezionato del luogo, come Luciana Fontana che, intenta a fare la spesa assieme alla figlia, spiega: «Io compro nei negozi piccoli, tradizionali, dove posso avere un rapporto di amicizia e di fiducia sicura. Io sono cliente affezionata e mi piace tantissimo perché trovo tutto quello che voglio».

Una posizione condivisa sicuramente da molti, cui si aggiungono però anche persone che scelgono la qualità del locale solo per alcuni specifici prodotti, come racconta invece Daniela: «Io vengo spesso all’Albinelli perché abito in centro, quindi è facile arrivare. Sicuramente la qualità del mercato è superiore rispetto a quella dell’ipermercato classico, però anche il rapporto qualità prezzo cambia, perché il mercato è più caro, abbastanza più caro. La differenza di prezzo si nota, ma per le verdure spesso preferiamo sceglierle al mercato, il resto della spesa farla anche al supermercato ma le verdure specialmente al mercato».

Una qualità, quella delle piccole realtà commerciali, che viene descritta da molti consumatori e a cui, inevitabilmente, corrisponde un costo più alto, come conferma tra gli altri anche Annagioia Castaldo, che afferma: «Io vengo all’Albinelli perché lavoro vicino al Liceo Venturi e talvolta mi è comodo venire qua, però normalmente vado all’ipermercato per i prezzi più bassi». Per quanto caratteristico possa risultare il mercato Albinelli, il quadro delle piccole realtà commerciali modenesi può dirsi ben più ampio, con negozi, come “La fattoria” in via Fratelli Rosselli, che possono vantare ben quarant’anni d’attività. Si distinguono infatti non solo per vicinanza, ma anche per qualità, professionalità e rapporto umano le botteghe di quartiere come questa, rispetto alla quale la signora Gabriella ha spiegato: «Io ho tanto male alle gambe ed alla schiena, a me serve qualcosa vicino casa. Vengo per la vicinanza e perché mi sono trovata bene con i prodotti, perché ci sono prodotti ottimi, la qualità piace».

Un pensiero condiviso anche da Annarita Barbieri, in fila vicino alla signora Marcella per essere servita dietro al banco della gastronomia, e che spiega: «Aborro i supermercati perché sono degli ambienti in cui si perde tanto tempo, sono frastornanti, non mi piacciono proprio. Quello che preferisco è il negozio piccolo, oppure i mercatini biologici per la frutta e la verdura, ma anche per la carne. È una questione anche di tempi infiniti passati a correre, a cercare quello che ti serve. Nei supermercati ci sono cose che puoi trovare a prezzi più contenuti, ma mancano tante altre cose, come il rapporto tra le persone». —

Agata Patanè

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