Un aiuto per le famiglie che non possono avere una casa per anziani
Il numero di posti nelle Case Residenza per Anziani comunali è inferiore alla richiesta che viene dal territorio, in ragione di una popolazione la cui età continua a crescere: ad oggi, le famiglie in lista d’attesa nei comuni di Carpi, Soliera e Novi ammontano a 200 e in molti casi capita che, in situazioni di emergenza dove vi sia una persona gravemente non autosufficiente difficilmente assistibile in casa, nel frattempo ci si debba rivolgere a soluzioni nell'ambito privato, dai costi più elevati.
È per venire incontro a questo tipo di difficoltà che l’Unione delle Terre d’Argine, grazie al contributo della Fondazione Cr Carpi, ha messo ora in campo un progetto attivo nei soli tre comuni, il cui titolo è Trame d’argento, che intende aiutare proprio quanti stiano sostenendo spese nelle strutture private per i propri congiunti già inseriti in graduatoria per una casa comunale.
Il progetto, che prenderà il via tra maggio e giugno, mira infatti a erogare a sostegno di queste rette contributi economici mensili - per un totale di 250mila euro (finanziati per 200mila euro dalla Fondazione Cr Carpi e per i restanti 50mila dall’Unione delle Terre d’Argine) - per la durata di un anno.
Il cittadino dovrà presentare una domanda su apposito modulo, corredato di modello Isee in corso di validità, che consegnerà alla sede del Servizio sociale del comune di residenza che effettuerà quindi la verifica della regolarità dei pagamenti ed erogherà un contributo in base a tre fasce di reddito: con Isee superiore o uguale a 25mila euro, tra 25mila e 10mila euro, uguale o inferiore a 10 mila euro si riceveranno rispettivamente 300, 400 o 500 euro al mese. Un progetto che il presidente della fondazione, Corrado Faglioni, definisce "pilota". «Tra un anno analizzeremo i risultati - spiega - e valuteremo di conseguenza se e come migliorarlo o estenderlo. Avremmo voluto stanziare fin d’ora cifre maggiori, ma riteniamo che già da ora si potrà garantire un sostegno economico ad almeno 50 famiglie». —
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