Andreoli, svolta civica «Nel Centrodestra c’è poco della città»
Clamorosa svolta in vista delle elezioni amministrative del 26 maggio. Uno dei politici di più grande spicco di Carpi, candidato per due volte alla guida del Centrodestra, preferisce, per questa tornata elettorale, sostenere una coalizione civica, Carpi futura, invece dei partiti che ha rappresentato per anni in Consiglio comunale.
Si tratta di Roberto Andreoli, la cui presenza non è passata inosservata né alla presentazione ufficiale di Michele Pescetelli, in corsa per il ruolo di primo cittadino per Carpi futura, né a quella di Federica Boccaletti, candidata del Centrodestra. E non è passato inosservato nemmeno il suo intervento alla stesura del programma di Carpi futura, lunedì sera. Per la civica, Andreoli, in corsa nel 1999 per il ruolo di primo cittadino per Forza Italia, e nel 2009 per il Pdl, sta valutando di candidarsi per il Consiglio comunale, forse come capolista: un nome di peso, che potrebbe erodere una quota di elettori a Forza Italia e, in generale, al Centrodestra. «Mi hanno chiesto un contributo sulla discussione del programma - rivela Andreoli alla Gazzetta - Io ho accettato. Trovo Carpi futura un gruppo molto interessante, composto da persone di diversa estrazione. Conoscevo alcuni di loro singolarmente e il confronto con il gruppo è stato stimolante. Per la mia candidatura al Consiglio comunale stiamo ancora valutando. È una delle possibilità».
Il parere di Andreoli è elegante, come nel suo stile, ma allo stesso tempo critico nei confronti dell’attuale assetto del Centrodestra.
«Ho partecipato anche alla presentazione di Federica Boccaletti, che conosco da tanti anni - prosegue Andreoli - L’impressione è stata di un gruppo dove, dietro, ci sia poco. In quella sala in molti non erano di Carpi. Definire debole la loro proposta, forse, è troppo e, probabilmente, è una mia mancanza, ma ho visto poco rappresentata la città, in quel contesto».
L’approccio al civismo, Andreoli, lo aveva già manifestato dal 2014. «Già dalle elezioni passate sostenevo che continuare a dividersi tra destra e sinistra ha poco senso. Soprattutto alle comunali - prosegue l’ex consigliere - Lo scenario è cambiato velocemente. E già nel 2014 avevo immaginato che il percorso da affrontare per la città dovesse andare oltre le bandiere. In questo modo si aprono più spazi. Il nostro obiettivo, quindi, è fare qualcosa per il bene della città, liberi di ragionare con qualcuno che ha visioni diverse dalla nostra. Un approccio più stimolante di un confronto con chi sai già dove andrà a parare». —
S.A.
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