La raccolta differenziata divide giunta e minoranza
Il Comune soddisfatto del 64% raggiunto e del calo delle tariffe del 5,5% Zanoli e Severi: «Siamo ancora lontani dal 79% obiettivo fissato dalla Regione»
Una buona notizia, quella della diminuzione della tassa sui rifiuti, che però ha creato un dibattito sul tema della raccolta differenziata. Dopo la comunicazione del sindaco Claudio Pistoni, che ha dichiarato che in seguito all’approvazione dei piani finanziari per i costi della raccolta dei rifiuti solidi urbani e la conseguente approvazione dello schema di tariffe è stato prodotto un risparmio che si aggirerà intorno al 5,50%, infatti, l’attenzione dei consiglieri si è concentrata sulla questione dei servizi.
Il primo a “polemizzare” è stato Antonio Zanoli del gruppo misto, seguito da Prodi e Severi. «Sul giornalino del Comune – ha attaccato Zanoli – nello spazio intitolato all’ambiente si definiva “più che egregio” il risultato di aver raggiunto una percentuale di raccolta differenziata pari al 64,1%, dato che risale al 2017. Il piano regionale dei rifiuti, tuttavia, ha tra gli obiettivi da raggiungere entro il 2020, per quanto riguarda la nostra zona, una raccolta differenziata che dovrebbe attestarsi al 79%. Essere in deficit di quasi il 15% rispetto al limite prefissato quando in 5 anni si è coperto un gap di soli 5,8 punti percentuali mi sembra una definizione di risultato insufficiente. A volte si devono fare scelte impopolari ma necessarie, nascondersi dietro le mancanze del gestore è un gioco che alla lunga lascia il tempo che trova e rende palese la verità: la mancanza di volontà chiara e di programmazione politica su veri temi come quello della raccolta differenziata».
Il primo a replicare è stato il consigliere del Pd Nicola Prodi, secondo cui il cambio auspicato da Zanoli può essere intrapreso solo cambiando il paradigma della raccolta, cosa che il Comune sta provando a fare da oltre un anno tramite la sperimentazione partita dalle zone industriali, dove vige il porta a porta.
«Cambiare paradigma – ha dichiarato – significa cambiare le abitudini dei sassolesi e quindi è una strada che deve essere necessariamente percorsa in maniera graduale. Io sono fiducioso che l’obiettivo verrà raggiunto, e se non sarà nel 2020 sarà poco dopo».
Il vero problema, a detta del consigliere, è che quando il differenziato arriverà a percentuali più alte non ci sarà la garanzia che si riuscirà a farlo rientrare in un ciclo virtuoso. Ad appoggiare Zanoli, invece, ci ha pensato il consigliere di Forza Italia Claudia Severi, che ha portato ad esempio la situazione del Trentino Alto Adige, dove ogni cittadino ha una chiave per aprire i contenitori senza la quale non può disfarsi dei rifiuti, e criticato l’egemonia di Hera in questa Regione.
«È necessario – ha affermato – guardare lo stesso problema con intuizioni diverse, Hera è fossilizzata con le sue scelte e così rimane. Mi continuo a domandare perché l’amministrazione abbia continuato a voler restare insieme ad Hera mantenendo le azioni: non voglio fare la dietrologa, però c’è bisogno di fare un cambio e se continuiamo a prendere sempre lo stesso tipo di scelte è impossibile». A chiudere definitivamente il tema è stato il sindaco Pistoni, che ha spiegato che la soluzione sarebbe intraprendere una raccolta differenziata più “spinta”, con più porta a porta e meno cassonetti stradali. «Bisogna andare nella direzione – ha concluso – in cui non si paga in funzione della differenziata ma in quella dell’indifferenziata, dove più e hai e più paghi. Questa è la scelta che si sta facendo in questa Regione». —
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