Rimborsi fasulli per 65mila euro: Sighinolfi ammette ma è prosciolto
Il collaboratore del gruppo Pdl in Regione si è fatto restituire la somma per cene mai fatte Accusato di appropriazione ma non era stato denunciato
Ammette di aver “preso” 65mila euro di soldi pubblici utilizzando rimborsi fasulli ma alla fine è prosciolto perché si scopre che il suo partito, il Pdl, e la Regione Emilia-Romagna non l'avevano mai denunciato. Dopo la condanna a un anno e quattro mesi per i rimborsi dei tragitti Cremona-Modena andata e ritorno a ogni seduta in veste di vicepresidente della Provincia, questa volta Mauro Sighinolfi, esponente di An e poi Pdl, è riuscito a uscire indenne dalla seconda accusa di peculato. Questo procedimento giudiziario riguardava la Regione e gli accertamenti sulle “spese pazze”. La maxi-indagine della Procura di Bologna sui rimborsi dal 2009 al 2012 ha portato a giudizio capigruppo e consiglieri regionali. Per il Pdl, Luigi Villani e il modenese Enrico Aimi (oggi senatore). In veste di loro collaboratore e consulente, Sighinolfi aveva chiesto rimborsi per cene e incontri per il partito. In tutto 65mila euro che a piè di lista allegavano scontrini e ricevute risultati farlocchi all'accertamento della guardia di finanza. Il caso è passato a Modena perché qui si sarebbe consumato il reato. Il suo difensore, avvocato Luca Brezigar, ieri ha però fatto notare durante il processo abbreviato che Sighinolfi in realtà non ha sottratto denaro a un ente pubblico perché era un semplice collaboratore di partito e sopratutto perché si era fatto dare quel denaro in una fase successiva. Il capogruppo Pdl aveva già ottenuto la torta dei rimborsi annuali dalla Regione e Sighinolfi ne ha ritagliata una fetta per sé. Ha confessato tutto al giudice spiegando che era stato spinto da grosse difficoltà personali. Il giudice ha accolto i motivi della difesa cambiando il reato da peculato ad appropriazione indebita. Ma a quel punto si è scoperto che, dato che per questo reato serve una querela, la Regione e il Pdl non lo avevano mai denunciato. Per questo è stato prosciolto. —
C.G.
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